La Regione Umbria haavviatoil procedimento di riesame in autotutela del silenzio assenso relativo al progetto del parco eolico "Phobos", che prevede l'installazione di sette aerogeneratori tra i comuni di Castel Giorgio e Orvieto. La decisione, deliberata dalla giunta regionale, mira a scongiurare la realizzazione di un impianto ritenuto potenzialmente devastante per il paesaggio umbro.La Presidente della Regione, Stefania Proietti, ha dichiarato che l'amministrazione regionale "ha lavorato alacremente per evitare la costruzione di un impianto che avrebbe un impatto devastante per il paesaggio umbro". Proietti ha inoltre ribadito che, nonostante le recenti bocciature dei ricorsi regionali da parte del Tar e del Consiglio di Stato, la Giunta regionale "ribadisce ancora una volta e coerentemente di seguire il 'modello umbro' per la transizione energetica che non è di contrarietà alle energie rinnovabili ma sempre e comunque di rispetto dell'ambiente, dei territori e del paesaggio". La Presidente ha infine auspicato che "anche il Governo faccia la propria parte e proceda a rivedere 'in autotutela' la delibera di approvazione della Via (Valutazione impatto ambientale) avvenuta in Consiglio dei Ministri, azione questa ritenuta urgente senza cui ogni sforzo della Regione Umbria potrebbe risultare vano".La notizia è stata accolta con favore dal Comune di Orvieto. Il sindaco Roberta Tardani e l'assessore all'Ambiente Andrea Sacripanti hanno commentato: "accogliamo con soddisfazione la decisione della giunta regionale dell’Umbria di avviare il procedimento di riesame in autotutela relativo al progetto del parco eolico Phobos dando seguito alla richiesta formale presentata dal Comune di Orvieto". I due rappresentanti hanno aggiunto: "Da quanto apprendiamo, la Regione ha raccolto le motivazioni e le criticità che il Comune di Orvieto aveva evidenziato nell’istanza inviata nei giorni scorsi. Come amministrazione siamo stati impegnati sin dall’inizio, con determinazione e responsabilità, nella difesa delle legittime preoccupazioni della comunità locale, sostenendo in ogni sede, compresa quella giudiziaria, le ragioni di un territorio di straordinario valore storico, ambientale e paesaggistico. Un impegno che ha trovato in queste settimane anche il sostegno e le prese di posizione delle associazioni e dei tanti cittadini che hanno condiviso la richiesta del Comune di Orvieto e la necessità di una valutazione più approfondita e partecipata".Infine, Tardani e Sacripanti hanno sottolineato che "l’avvio del procedimento di autotutela rappresenta oggi un passaggio importante perché consentirebbe di riesaminare nel merito elementi che, come ha evidenziato anche la sentenza del Tar, non erano stati affrontati per ragioni formali legate alla formazione del silenzio-assenso". Hanno concluso ribadendo "la piena disponibilità del Comune di Orvieto a collaborare con la Regione Umbria mettendo a disposizione contributi tecnici, amministrativi e giuridici utili a supportare le prossime fasi del procedimento. Continueremo a lavorare con spirito istituzionale e nell’interesse esclusivo della tutela del territorio affinché ogni decisione sia assunta attraverso un percorso trasparente, motivato e rispettoso delle peculiarità ambientali, paesaggistiche e culturali di questa area".