Luglio è iniziato con la manifestazione dei sindaci per portare all’attenzione delle istituzioni nazionali e di FS la questione trasporti ferroviari. La mattina è andato tutto bene ma il pomeriggio quasi che FS abbia voluto giocare a “cojonella”, passateci la battuta per sdrammatizzare. Ennesimo guasto sulla linea elettrica dela cosiddetta direttissima e come d’incanto appaiono i ritardi. E sono trasversali, valgono per tutti, anche per quesi sindaci che sono tornati verso casa con il treno. Ma le notizie che ci arrivavano per messaggio erano poco rassicuranti. Un Regionale è stato fermato in aperta campagna sotto il sole, senza climatizzazione sulle carrozze e con i finestrini ovviamente chiusi. Ancora peggio è andato a chi ha deciso di prendere l’IC 598. Era tutto pronto, segnale di partenza e invece, treno cancellato. I pendolari hanno chiesto cosa fare. Di corsa tutti al binario 1 dall’1 Est. E invece niente, di nuovo 1EST con annunci confusionari. Messaggi e audio concitati dei pendolari nel giorno della manifestazione.
Alla fine stremati, sono arrivati alle 22,17, circa, minuto più, minuto meno. Sarebbero dovuti arrivare alle 19,48 e invece, niente da fare. E la mattina del 2 luglio le prime avvisaglie di nuovi problemi li hanno subiti i pendolari dei regionali. I pendolari chiedono di viaggiare in maniera dignitosa, su treni confortevoli e con orari certi. Non chiedono la luna, ma semsa di assistere a un dialogo tra sordi. Enti Locali da una parte, FS e governo dall’altra, in un muro contro muro favorito dalla politica che cerca in ogni modo di spaccare il fronte comune dei comuni e delle regioni. E c’è chi ci casca ancora. Qui è una questione ormai di salute. Ai pendolari disperati un unico consiglio, chiamate le forze dell’ordine perchè rinchiusi senza possibilità di uscita, sotto il sole a finestrini chiusi potrebbe essere reato, lo è per gli animali domestici, giustamente, a maggior ragione lo deve essere per cittadini che sono in treno per lavoro o studio, per la gran parte.
Trovare forme di protesta non è facile ma qualche arma ancora c’è per rallentare il traffico e portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le condizioni dei pendolari, cittadini non più di Serie B ma ormai di Serie D, con buona pace di chi insiste con il dire che va tutto bene, basta attendere la fine dei lavori.