Sempre i pendolari. Non se ne vogliano altre categorie ma in questo caso la situazione è in netto e rapido peggioramento. Per alcuni giorni, questo per la stretta attualità, i pendolari dovranno subire altri disagi a causa di importanti lavori infrastrutturali a Roma. Ci sta, di solito viene scelta l’estate perché l’affluenza diminuisce. Ma è il futuro a preoccupare. Lo stesso assessore De Rebotti ha definito la situazione “inaccettabile. Ci siamo posti in positiva relazione dialettica – prosegue nella sua dichiarazione – per cercare di gestire al meglio le problematiche relative ai cantieri PNRR. Ci troviamo, diversamente, di fronte a dissennate scelte di politica trasportistica, che definiscono scenari fortemente punitivi per i cittadini che utilizzano quotidianamente il servizio”.
Sì, per i pendolari si prospettano viaggi più lunghi grazie alla scelta di instradare tutti i treni sulla cosiddetta “linea lenta”. Trenitalia spiega che ciò è dovuto all’ART (Autorità Regolazioni Trasporti) che vieta il transito sulla “Direttissima” dei convogli sotto i 200 km/h. L’eutanasia che avevamo annunciato solo pochi giorni fa diviene realtà con buona pace di Regione e Comune che, in questo caso, sono poco più che spettatori. La Regione potrebbe dire la sua ma solo investendo denari in maniera decisa sulla tratta che va dal Trasimeno all’Umbria sud-occidentale, fino ad ora “appaltata” al buon cuore della Regione Toscana.
Intanto per i pendolari si prospetta una vita in treno, due ore circa per raggiungere Roma, un vero spauracchio tanto che c’è chi sui social ha già scritto di ripensare la scelta di Orvieto come luogo di residenza a favore della Capitale e anche qualche locale sta seriamente ipotizzando un cambio radicale per poter continuare a condurre una vita “normale”.