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Il requiem degli IC, non c’è pace per i pendolari

Ci siamo, sta per arrivare l’orario estivo dei treni.  Quello che avrebbe dovuto segnare il ritorno alla normalità per i collegamenti con Roma e Firenze.  E invece non mancano le sorprese amare per i pendolari dell’orvietano.  Eppure il 17 maggio in maniera costruttiva hanno riunito amministratori e tecnici per discutere.  No, l’assessore De Rebotti ha inviato un video perché impegnato in una riunione con la Regione Toscana per discutere di pendolari.  Purtroppo le bugie hanno le gambe corte.  Si è scoperto che l’assessore è andato in toscana con la presidente ma per riportare a galla l’assurda stazione AV Media Etruria in quel di Creti, nel nulla.  Già, quella località amena a cui Proietti aveva detto “no” in maniera netta in campagna elettorale.  E invece rieccola, così l’Umbria ancora una volta “appalta” la porta dell’AV alla Toscana, dopo il Lazio, dimenticandosi che a Orvieto avrebbe lo scambio AV/lenta, più corto e veloce.  Niente da fare, meglio spendere soldi in Toscana.  Invece di prendere qualche Regionale, sempre gentilmente concesso dalla Toscana, per raggiungere l’oasi nel deserto di Creti, si sarebbe dovuto fare il percorso inverso da Chiusi, non sia mai!  E i pendolari?  Informalmente è stato riferito che si è iniziato a parlare di loro.  Eppure “loro” sono persone, umbri, che hanno scelto di continuare a viverci nonostante tutto, da sempre e non in un prossimo futuro. 

Il requiem degli IC è ormai suonato.  Praticamente se un pendolare vuole stare sul treno quasi due ore deve prendere gli IC.  Questa tipologia di trasporto andrà prossimamente a gara e sembrerebbe evidente la volontà di annullare il numero di passeggeri per poi dichiararne la morte, senza colpo ferire.  Gli IC servivano anche Orte ma, ad oggi, un pendolare del Lazio non ha alcun motivo di pagare di più per viaggiare praticamente lo stesso tempo di un Regionale.  Per un orvietano ancora peggio, il Regionale ci mette di meno.  Come se non bastasse sembrerebbe che le nuove configurazioni degli stessi IC prevedano una carrozza in meno.  Tutti stretti, stretti in piena estate sperando che funzioni sempre l’aria condizionata. Non rimane che la protesta sperando che tra un frizzo e un lazzo, una serata in discoteca in piazza e un menestrello di strada, la sindaca trovi il tempo di decidere insieme ai suoi colleghi, ai consiglieri e ai cittadini di scendere in piazza, di chiedere con forza che vengano rispettati i diritti della persona ad avere una vita sociale.  Speriamo che trovino il tempo di chiedere un incontro con l’assessore regionale, magari andando direttamente a Perugia come è stato già fatto nel recente passato. 

Il tempo, stringe.