Ci ha scritto Fra’ Dolcino, eretico predicatore che ha scelto di collaborare con noi di OrvietoLife per scompaginare le carte del pensiero unico e disturbare il “macchinista”. Non è una rubrica fissa ma ci ha scritto che ci chiederà ospitalità quando lo riterrà necessario, tanto il materiale non manca.
Salve a tutti,
mi presento brevemente. Sono Fra’ Dolcino, predicatore ed eretico, severo, irriverente, attento e non amo troppo i compromessi. Sono un libero pensatore, per qualcuno troppo libero e ho scelto OrvietoLife per le mie incursioni editoriali. Ringrazio fin da ora il direttore che ha accettato la sfida, non facile e perigliosa…
L’aria frizzante e il primo caldo mi ha fatto uscire dal silenzio. Ho trovato veramente un grande caos.

- Dopo il tira-e-molla e i mugugni, la raccolta di firme la maggioranza ha deliberato il topolino. Già, un impianto sportivo con un po’ di spalti e, speriamo un parcheggio adeguato in un’area particolare. Si tratta di un pezzo di terra alle spalle del De Martino, proprio accanto al fiume Paglia in area molto probabilmente ancora alluvionale. E’ vero intorno è una continuo di costruzioni private e commerciali che nell’ultima alluvione sono state invase di acqua limacciosa e fango. Eppure di altre aree ce ne sono, magari non di proprietà del Comune ma molto più sicure. Non è che per silenziare si è girato la ruota che si è fermata sul De Martino e allora via, partecipiamo a questo benedetto bando così sono tutti contenti. Intanto hanno messo le mani avanti, “siamo penalizzati perché non abbiamo aree degradate socialmente”. Attendiamo sviluppi!
- Anche le scuole non godono di tanta fortuna, come nel caso di Sferracavallo. Lavori fermi, perché? La ditta non ha rispettato i termini e il Comune se ne è accorto. Ora si vuole procedere a un nuovo bando. Ma non ci si poteva muovere prima? Bastava una semplice visura per capire che molto probabilmente ci sarebbero stati dei problemi. Bastava spendere poche decine di euro per approfondire le indagini. Ora il vero rischio è quello di perdere il finanziamento PNRR e mettere mano al portafoglio pagando di tasca propria…Ma c’è il tesoretto!
- E in Regione? Lì si è visto di tutto. Se non fosse che poi a pagare saranno tanti umbri e non solo i ricchi, ci sarebbe da ridere. Una girandola di numeri per poi giungere a una cifra ben più contenuta per quanto riguarda il debito della sanità regionale. Andando a leggere in profondità il debito strutturale preoccupa ma invece di tagliare spese inutili, riconvertire ospedali che s’impicciano per vicinanza, che si fa? Si chiedono soldi per rimettere in ordine i conti passati. E per il futuro? Dio Provvede, speriamo!
- Sempre in Regione hanno cambiato passo. Sì, Orvieto è fuori dai grandi progetti dei trasporti; l’ospedale ancora non è stato considerato dalla presidente che sta facendo un bel “sanitour” toccando anche Amelia, Narni, Pantalla e Spoleto. E qui alle pendici della Rupe? I treni languono con qualche piccolo accenno di miglioramento, ma ben poca cosa. L’ospedale è di fatto, ai margini del sistema sanitario e non per colpe di chi lavora e ha responsabilità di gestione locale, anzi. Le eccellenze non mancano, la volontà continua ad esserci ma lottare contro i mulini a vento è veramente difficile, se non impossibile. Se non si inizia a investire seriamente e a credere sull’ospedale cerniera tra Umbria, Lazio e Toscana si perde solo tempo prezioso. Intanto si corre il rischio di avere una cattedrale nel deserto accanto alla nostra amata Cattedrale vera: l’ospedale e Casa di Comunità forzatamente volute laddove c’era il nosocomio, trasferito perché in un’area inadatta. Raggiungibile in auto ma non semplicemente, pochi posti auto previsti, veramente pochi, viabilità tutta da conoscere mentre a poche centinaia di metri, sempre nel centro storico, la Usl aveva uno stabile disponibile con posti auto, più facilmente ristrutturabile e raggiungibile anche con la sola funicolare. Dimenticavo, nella erigenda Casa di Comunità, non verranno centralizzati tutti i servizi di territorio, ma trasferiti quelli in via Postierla, quindi il risparmio dove starebbe?

Tornerò presto, a Dio piacendo. intanto riflettiamo sulla carne messa sul fuoco che non è poca.