Mercoledì 13 novembre, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha visitato la storica Villa Paolina a Porano, sede dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (Iret) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). L’incontro, fortemente atteso, ha coinvolto personalità di spicco come il direttore dell’Iret Carlo Calfapietra, la presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza e la presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza, insieme al personale dell’istituto. Durante la visita, sono stati affrontati temi cruciali legati alla ricerca scientifica e al rilancio delle attività dell’Istituto, con un particolare focus sui progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Tra gli argomenti trattati, ha avuto grande risalto il piano di ristrutturazione di Villa Paolina, di proprietà della Provincia di Terni, destinata a diventare un centro di eccellenza scientifica non solo per il territorio umbro, ma anche a livello internazionale.
“L’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri – ha affermato durante la conferenza stampa Maria Chiara Carrozza, Presidente del Cnr – rappresenta un emblema della vitalità scientifica su temi cruciali quali la biodiversità e, al contempo, di valorizzazione e presidio del territorio, arricchito da strette e fruttuose connessioni con il mondo accademico e gli enti locali. Le grandi progettualità che vedono il CNR-IRET direttamente coinvolto richiedono grande capacità di visione per le prospettive future e un forte impegno interdisciplinare per affrontare con la giusta responsabilità le grandi sfide che ci attendono”.

Il Direttore del Cnr-Iret Carlo Calfapietra ha presentato alcune delle attività dell’Istituto, ricordando l’impegno nazionale e internazionale nelle Infrastrutture di Ricerca di cui l’ente è capofila, come l’Integrated Carbon Observation System (ICOS), LifeWatch ERIC, AnaEE (Analysis and Experimentation on Ecosystems), e il lavoro di coordinamento dell’Italian Integrated Environmental Research Infrastructures System (ITINERIS).“L’invito di oggi è rivolto ai giovani – ha detto Calfapietra – ed è quello di tenere parte del tempo per svolgere le attività curiosity driven, che rappresentano un punto importantissimo per la ricerca. Il nostro Istituto porta avanti molteplici progettualità, che si onorano della collaborazione con moltissimi enti, ma anche con piccole e medie imprese”. “Come Cnr – ha aggiunto – siamo l’ente proponente del Centro Nazionale di Biodiversità, un progetto di eccellenza, nonché probabilmente il più grande progetto mai finanziato sulla biodiversità. Le attività di ricerca in questo settore costituiscono un’opportunità importante per preservare il futuro, non solo degli ecosistemi, ma del benessere umano, anche attraverso le Nature-based Solution”.
La Presidente della Provincia di Terni ha enfatizzato la bellezza della sede. “Abbiamo l’obiettivo di valorizzare il centro di ricerca e la location unica di questo centro di ricerca – ha affermato Pernazza – che rappresenta un unicum nel panorama storico-culturale della regione”. “Grazie alla sinergia fra istituzioni e alla scelta della Provincia di Terni di dare al CNR una convenzione di 35 anni – ha sottolineato – siamo riusciti ad intercettare questi fondi del ministero, a garantire i posti di lavoro e rilanciare un bene che rappresenta un fiore all’occhiello della Provincia di Terni”.
Il ministro Bernini ha avuto modo di approfondire le attività di ricerca dell’Iret, che spaziano dal monitoraggio ambientale alla lotta contro il cambiamento climatico, fino alla conservazione della biodiversità. Questo incontro ha rappresentato un’occasione importante per promuovere le eccellenze scientifiche italiane e per sostenere progetti che guardano al futuro del pianeta.

Tra i progetti di punta illustrati, si è parlato del National Biodiversity Future Center, un’iniziativa di ampia portata coordinata dal Cnr e volta alla salvaguardia della biodiversità italiana. Questo centro, che rappresenta un polo di riferimento per la ricerca sulla biodiversità, mira a studiare le specie autoctone e a sviluppare strategie per la loro protezione in risposta alle minacce ambientali.
Un altro progetto presentato è Itineris, un’ambiziosa rete di Infrastrutture di Ricerca in ambito ambientale, anch’esso coordinato dal Cnr. Itineris si pone l’obiettivo di armonizzare le attività di monitoraggio e misura dei parametri ambientali su tutto il territorio italiano, al fine di ottenere dati precisi e continuativi sui cambiamenti climatici e sulle condizioni ecologiche. Grazie a questa rete, l’Italia punta a essere all’avanguardia nello studio degli ecosistemi terrestri, contribuendo alla comprensione globale delle dinamiche ambientali.
“Noi crediamo molto in questo centro di ricerca, – ha affermato la ministra Bernini – tanto da aver stanziato un finanziamento di circa tre milioni. Il tema sfidante per il futuro è quello di valutare e analizzare la sostenibilità. Qui si fa la scienza nella bellezza e nella cultura”. “Crediamo moltissimo nella ricerca – ha sottolineato – soprattutto in quella di qualità. In questo senso è indispensabile portare avanti un dialogo costruttivo tra Università, centri di ricerca, enti e imprese. Dobbiamo lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi. La ricerca di base è sacra – ha ribadito – perché è fondamentale farsi le domande, quesiti che poi devono trovare risposte anche in applicazioni pratiche, che diventino prototipi e infine prodotti. Ecco perché è indispensabile puntare sulla forza del network, anche con le imprese, per essere un sistema competitivo”. La ministra ha espresso grande interesse per le iniziative presentate e ha sottolineato l’importanza della ricerca scientifica come strumento per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità. Ha inoltre ribadito l’impegno del Ministero dell’Università e della Ricerca nel sostenere il ruolo degli istituti come l’Iret, sia per il loro contributo al progresso scientifico sia per l’importanza di creare una rete di collaborazioni internazionali in ambito ambientale.
La visita si è conclusa con un plauso al lavoro del personale dell’Iret, che ogni giorno contribuisce, attraverso la ricerca, a costruire un futuro più sostenibile. Il rilancio di Villa Paolina, con il sostegno delle istituzioni, rappresenta un passo fondamentale per trasformare questo storico edificio in un centro di eccellenza scientifica, punto di riferimento per l’Umbria e per tutta la comunità scientifica.