Arrestato a Fabro dai carabinieri un 46enne per il furto di un marsupio da un’auto

Nel pomeriggio dell’11 novembre i carabinieri delle Stazioni di Fabro e Ficulle hanno tratto in arresto in flagranza di reato G.S. di 46 anni, originario e residente della provincia di Napoli, con l’accusa di furto aggravato.  L’uomo si è reso responsabile del furto di un marsupio custodito all’interno di un furgone contenente un telefonino e 162 euro, mentre il proprietario era intento a scaricare della merce.

Appena la vittima si è accorta del furto ha immediatamente avvertito le forze dell’ordine che, dopo aver raccolto alcune testimonianze, si sono messi alla ricerca del ladro che è stato poi rintracciato alla stazione ferroviaria di Fabro pronto a lasciare la zona.  G.S è stato fermato, la refurtiva è stata recuperata e l’uomo è stato “accompagnato” alla Casa Circondariale di Terni.




Domenico Bacci, segretario SITI, “pronti a tutelare gli interessi degli azionisti Vetrya se ci saranno gli estremi”

La storia di Vetrya si è ufficialmente conclusa il giorno 11 novembre con la decisione dell’assemblea degli azionisti di porre in liquidazione la società e percorrere la strada del concordato in continuità aziendale indiretta. Per quanto riguarda i lavoratori del gruppo di Bardano si apre ora la strada della trattativa al tavolo di crisi che sarà aperto in Regione il prossimo 16 novembre. Molto probabilmente una parte verrà riassorbita nel momento in cui aziende terze acquisiranno quei rami d’azienda ritenuti profittevoli, per gli altri gli strumenti probabili sono la cassa integrazione. Rimangono scoperti gli azionisti minori, quelli che hanno “scommesso” su Vetrya fin dai tempi dell’Ipo o più recentemente. Nei vari forum si è ufficialmente aperto il dibattito su ciò che succederà da qui in poi.

Proprio per questo Domenico Bacci, segretario nazionale del Sindacato Italiana per la Tutela dell’Investimento e del Risparmio, ha spiegato che “è stata aperta una pagina dedicata alla questione Vetrya per raccogliere adesioni su una futura eventuale azione di responsabilità nei confronti degli amministratori laddove se ne ravvisassero gli estremi” (link alla pagina dedicata). E’ chiaro che non c’è nulla di automatico anche perché l’investimento in Borsa non è protetto da eventuali cali o perdite anche totali del capitale posto in gioco, ma la legge e i codici tutelano quegli azionisti che si dovessero trovare nella situazione di aver perso tutto o quasi non per scarsa conoscenza del mercato o per congiuntura sfavorevole ma per una gestione non “da buon padre di famiglia” così come sottolinea il codice per chi ha obblighi di amministrazione di una società, piccola o grande che sia.