Progetto Orvieto, “ennesimo maldestro tentativo di mischiare le carte sulla SII da parte dell’opposizione”

In occasione della votazione della modifica statutaria della S.I.I. nell’ultimo consiglio comunale di venerdì 13 novembre, l’espressione di una vecchia politica non ha voluto perdere l’occasione di fare ancora una brutta figura, e di intorbidire le acque, è proprio il caso di dire, nel patetico tentativo di mistificare la realtà dei fatti agli occhi dei cittadini, ignari ed irrisi da troppo tempo ormai.
Il tema dell’acqua, bene comune e pubblico, ed il rapporto a molti indigesto e spinoso, tra acqua, cittadinanza e amministrazione comunale, era il tema centrale della delibera di giunta comunale che prevedeva la modifica statutaria della S.I.I. attraverso l’eliminazione degli articoli 8 e 10 i quali, di fatto, imponevano ai Comuni di partecipare in solido al risanamento dei debiti della società privata (perché sia chiaro a tutti che la S.I.I. è una società privata) quindi soldi pubblici per ripianare debiti privati! A questa assurda logica l’amministrazione Tardani ha voluto dire un chiaro e deciso basta.
Infatti la delibera della S.I.I. del 07/04/2020 con la quale il consiglio di amministrazione della società chiedeva un rimborso di 16 milioni di euro ai Comuni soci (quindi Orvieto avrebbe dovuto pagare, con la propria quota parte del 5,82% circa 930.000 euro) è stata respinta al mittente, quindi anche impugnata dall’amministrazione Tardani presso il Tribunale di Perugia.
Inoltre l’amministrazione Tardani ha preteso (nell’atto di modifica statutaria della S.I.I.) la creazione di un patto parasociale tra tutti i Comuni soci affinché l’acqua torni ad essere, realmente, a controllo pubblico.
Rivendichiamo con orgoglio di non essere la progenie della politica della disgregazione dello stato sociale e delle privatizzazioni massive dei beni dello stato, iniziata da Romano Prodi negli anni ’90 con lo smantellamento dell’I.R.I. (azienda di Stato che controllava Alitalia, Autostrade, Finmeccanica) e proseguita poi fino alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali allorquando, con Massimo D’Alema presidente del consiglio, venne approvato nel 1999 un disegno di legge che trasformava le Municipalizzate da aziende pubbliche in imprese private, privatizzando, da quel momento in poi, sostanzialmente tutto, acqua, gas, elettricità, rifiuti.
In consiglio comunale abbiamo perciò assistito all’ennesimo maldestro tentativo di mischiare le carte da parte di quella politica che, accusando l’amministrazione Tardani di “passare l’acqua dal pubblico al privato” (quando è vero il contrario) ha espresso l’ennesimo voto contrario alla modifica dello statuto ed alla possibilità quindi di godere dei benefici sopra riportati.
Si sappia che un contratto ci vede “legati” fino al 2029 alla gestione dell’acqua da parte di una società privata!
Si sappia che non è competenza del Comune poter intervenire sulle tariffe del servizio idrico!
Si sappia che è nella “visione ideale” e lungimirante dell’amministrazione Tardani la valutazione di una gestione anche diretta dell’acqua, bene comune, qualora se ne creassero i presupposti (così come già anche espressione della volontà popolare nazionale attraverso i passati referendum) ma che non sarà possibile realizzare ciò, domani!
Quel che è certo è che non saremo complici di quel metodo di governo e di quel sistema che ha portato in passato il nostro Comune anche a perdere, sino ad oggi, la propria autonomia ed il controllo su un bene primario così importante come l’acqua.
Abbiamo alto il senso della responsabilità che ci è stato demandato dalla cittadinanza con le ultime elezioni amministrative e, anche per questo motivo, come in questo ennesimo caso, ci siamo assunti l’impegno ed il dovere di compiere scelte coraggiose, sempre nell’interesse della Città e di tutti i cittadini orvietani, a testa alta e con la schiena dritta.

———————–

Lista Civica Progetto Orvieto

Alessio Tempesta / Anna Celentano

Comments

comments

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*