I tre impegni di De Fino, commissario USL, “ospedale no covid e operativo, sì alla telemedicina e valorizzazione ex-ospedale”

Il commissario straordinario della USL Umbria 2 è stato molto chiaro nell’intervista che ci ha concesso nell’edizione delle 18,30 del TG del 9 novembre: “l’ospedale di Orvieto è operativo e non ha, al momento reparti chiusi”.  Ma De Fino ha voluto anche entrare nel merito spiegando che ci sono stati alcuni casi di positività in ginecologia, medicina e cardiologia.  Questo ha solo momentaneamente bloccato i servizi ma, dopo la sanificazione dei reparti sta progressivamente tornando tutto alla normalità anche se in emergenza covid come per il resto della Regione.  “Voglio smentire – ha sottolineato De Fino – chi continua a dire che l’ospedale di Orvieto è chiuso.  Ci sono stati dei problemi ma, ad esempio, per quanto riguarda il punto nascite abbiamo chiesto e ottenuto la collaborazione dell’equipe medica dell’ospedale di Foligno che assicurerà il servizio.  Attualmente i posti letto occupati (i dati sono quelli del 9 novembre ndr) sono 50 e 4 in terapia intensiva, quindi l’ospedale è operativo, ovviamente con le limitazioni dovute alle disposizioni nazionali e regionali in materia di emergenza pandemica”.  Ad una specifica domanda riguardante gli esami e le visite di controllo il commissario ha spiegato che “stiamo smaltendo tutte il carico pendente e assicuriamo i servizi con tutti i limiti imposti dalle ordinanze regionali.  Probabilmente con il passaggio in zona arancione dell’Umbria, ci saranno nuovi rallentamenti ma stiamo cercando, a differenza della prima ondata, di assicurare i servizi anche per chi non è covid”.

Un impegno specifico De Fino lo ha preso per quanto riguarda la medicina da remoto.  “A Foligno è pienamente operativo il controllo da remoto dei malati cardiaci e spero, in tempi brevi, di fare lo stesso con Orvieto ma dobbiamo pensare anche alla formazione del personale e con la pressione su tutte le stretture in questo periodo è difficile viaggiare a pieno regime.  Ma sicuramente le medicina da remoto ha un ruolo importante soprattutto in questa fase e come USL la utilizziamo anche nei reparti covid tra paziente ricoverato e operatori sanitari.  Per il territorio penso sicuramente alle cardiopatie e anche per alcuni esami strumentali, come le ecografie polmonari, che possono essere fatte a domicilio.  E un investimento che stiamo facendo e continueremo a fare anche nel futuro”.

Ma il commissario il colpo a sorpresa lo riserva per un argomento non legato al covd-19, l’ex-ospedale.  “L’ultima asta è andata ancora una volta deserta e allora sto valutando se valorizzare il complesso posto in una posizione di altissimo pregio, per vie interne e in collaborazione con l’amministrazione comunale.  Ci stiamo lavorando e spero di arrivare almeno ad una prima definizione in tempi brevi”.   Insomma un vero e proprio cambio di rotta da parte della USL che in questi anni ha puntato tutto sulla vendita senza valutare vie alternative.

 

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