Covid, 263 positivi in 24 ore. La Regione punta il dito sulla riapertura delle scuole e prepara la sanità all’emergenza

E’ un giovedì difficile in Umbria sul fronte del covid-19.  Nelle ultime 24 ore secondo i dati forniti in conferenza stampa direttamente dall’assessore Coletto, i nuovi positivi sono 263 con una contemporanea crescita dei ricoveri piuttosto veloce.  L’assessore ha definito l’aumento “esponenziale” ed ha annunciato che gli ospedali umbri stanno tornando velocemente all’assetto covid per essere preparati alla possibile crescita di ricoveri e utilizzo delle terapie intensive.  Dai dai del 14 ottobre l’Umbria era già al 23 % della capienza di terapie intensive per covid con un limite di emergenza stabilito dal governo del 30%.  Insomma ci stiamo avvicinando pericolosamente a tale soglia.

Un altro dato interessante riguarda l’incidenza di positivi provenienti dalle scuole.  Alle 24 del 14 ottobre le persone in isolamento nel mondo della scuola sono 2770 con 133 classi in quarantena.  C’è poi da sommare il dato di coloro che sono usciti dall’isolamento, 1288, e questo conferma come con l’apertura delle scuole si è avuto un forte aumento dei casi di covid-19.  Non è la scuola ad essere messa in discussione ma tutto ciò che ruota intorno.  Gli studenti girano, fanno sport, attività extra-scolastiche, s’incontrano e spesso lo fanno con un rispetto piuttosto superficiale delle regole e i risultati sono ora sotto gli occhi di tutti.

Una parte importante della conferenza è stata dedicata alla sanità e a come si sta preparando il sistema regionale ad eventuali emergenze.  La Regione individuerà a breve due ospedali di primo livello che saranno dedicati esclusivamente al covid.  Dovrà scegliere tra Branca, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Orvieto mentre Pantalla, che il ministero non ha inserito nei “DEA” di primo livello, risponderà alle esigenze di ricovero di media intensità dedicati al covid.  La decisione di dedicare due ospedali, presumibilmente uno per Provincia, esclusivamente al covid deriva dall’esigenza di non bloccare le prestazioni per acuti a Perugia e Terni.

 

 

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