Violenza sulle donne. Approvato Progetto del Centro Antiviolenza “Albero di Antonia”

Strategia condivisa per contrastare la violenza sulle Donne: approvato il Progetto del Centro Antiviolenza Albero di Antonia finalizzato alla sottoscrizione degli Accordi di collaborazione con la Regione Umbria – Anno 2020

In prosecuzione del percorso già avviato dalla Zona Sociale n. 12 di cui il Comune di Orvieto è capofila, la Giunta Comunale ha approvato la scheda tecnica del Progetto del Centro Antiviolenza Albero di Antonia finalizzata alla sottoscrizione degli Accordi di collaborazione con la Regione Umbria – Anno 2020, in attuazione della DGR 199 del 25 febbraio 2019.
La scheda di progetto, contenente azioni progettuali finalizzate al contrasto e alla prevenzione della violenza, permetterà al Centro Antiviolenza Albero di Antonia di proseguire le attività già in essere sul territorio della Zona Sociale n. 12 che vedono al centro della propria mission la tutela e la sicurezza, nonché l’emancipazione da qualsiasi forma di violenza, delle donne e dei propri figli minori.
Attività che sono proseguite anche in questo periodo fortemente complicato per le misure relative al contenimento del contagio da Covid-19 ma che hanno visto le operatrici del Centro pronte a sostenere le delicate situazioni che si sono presentate.
Con il progetto approvato si intendono proseguire attività molto importanti. In particolare: prevenire la violenza nelle sue diverse forme, nella famiglia, nella scuola e nell’università, nel mondo del lavoro, nei luoghi di detenzione e nella società più in generale, identificando ove necessario, target specifici a cui le azioni dovranno essere rivolte; lavorare sulla prevenzione, obiettivo che da tempo la letteratura scientifica e i soggetti che a diverso livello operano sul terreno della violenza, hanno identificato come fondamentale in un’ottica sia di riduzione delle recidive e quindi di adeguata valutazione del rischio (e del danno), sia di costruzione di relazioni sociali più eque e rispettose e perciò non violente. Ed inoltre, promuovere un’offerta formativa che garantisca l’educazione al rispetto, all’inclusione e alla parità, anche attraverso una didattica curricolare orientata al superamento di tutte le forme di discriminazione, dei ruoli e degli stereotipi di genere e sostenuta da una coerente formazione del personale scolastico. Tale ambito diviene pertanto un’esigenza imprescindibile se si intende realmente rivolgersi ai giovani.
In tal senso, sono previsti corsi di formazione permanente del personale che lavora nei servizi pubblici, in particolar modo personale dei servizi sociali e di polizia locale, al fine di intercettare le richieste di aiuto partendo dall’ascolto della donna che si rivolge al servizio; ma anche attuazione di percorsi lavorativi attraverso i fondi FSE per favorire l’uscita dall’isolamento provocato dal disagio economico e relazionale che può generare atti di violenza fisica, psichica ed emotiva.
Queste ed altre azioni previste dal piano progettuale, si affiancheranno a tutte le azioni quotidiane che le operatrici svolgono quali ascolto telefonico, prima accoglienza, colloqui in presenza, orientamento agli altri servizi territoriali, percorsi di uscita dalla violenza, consulenza/assistenza legale, sostegno psicologico specialistico, gruppi di sostegno ed empowerment, orientamento al lavoro.
“E’ importante – sottolinea l’Assessore alle Pari Opportunità, Angela Maria Sartini – dare continuità ad un servizio di fondamentale utilità sociale e che serve un ampio bacino di utenza territoriale. A causa delle restrizioni dovute alla emergenza socio-sanitaria COVID-19 le persone sono state costrette a rimanere a casa, ma in questo momento di ulteriore difficoltà, se la casa è solo un luogo di violenza e di paura le donne possono chiedere aiuto e denunciare la violenza in sicurezza. I centri anti-violenza sono aperti h24, si può chiamare il numero verde gratuito di pubblica utilità 1522 o scaricare sempre gratuitamente l’applicazione mobile disponibile sia per IOS e Android e reperibile da tutti gli app store, che consente di chattare con le operatrici e chiedere aiuto e informazioni in sicurezza o anche attivare un dispositivo sonoro e luminoso. Inoltre, è importante ricordare l’app Youpol della Polizia di Stato, per segnalazioni anche in anonimato, alle questure”.
 
Da segnalare, infine, la campagna di comunicazione – Libera puoi – promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità a sostegno delle donne vittime di violenza durante l’emergenza COVID-19, che intende lanciare un messaggio di vicinanza per ricordare alle donne in situazione di isolamento domiciliare che in caso di difficoltà non sono sole. Da qui il protocollo d’Intesa siglato il 1° aprile scorso tra Il Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Federfarma per potenziare l’informazione per le donne vittime di violenza domestica e/o stalking durante l’emergenza COVID-19, le farmacie si aggiungono così come un ulteriore presidio informativo fondamentale ed per l’accesso al 1522.

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