Coronavirus, le università USA confermano Orvieto, altri due eventi cancellati. Attesa per i provvedimenti di governo e Regione

Il Comune ha mosso i passi necessari per attivarsi vista l’emergenza nazionale legata al coronavirus.  Non è tanto la sanità a preoccupare quanto le conseguenze economiche che già sono tangibili come ci hanno spiegato proprio ad orvietolife alcuni operatori del settore turistico.  Il 27 febbraio Tandem SpA che gestisce il Palazzo del Capitano del Popolo ha sottolineato la cancellazione di 6 eventi nei prossimi mesi.  Ad aggravare la situazione anche indiscrezioni che hanno aumentato l’allarme in particolare per quanto riguarda gli americani presenti in città.  L’allarme è stato spento direttamente dalla presidente del CSCO, Liliana Grasso che direttamente su fb ha spiegato, “solo uno dei molti corsi al momento attivi in città ha deciso di far rientrare gli studenti in anticipo sui tempi.  Mi spiace ma in un momento così delicato per l’economia del territorio serve cautela e attenzione massima prima di diffondere notizie”. Anche i responsabili dei corsi hanno voluto rispondere alle indiscrezioni.  Alba Frascarelli, “tra i molti programmi statunitensi attualmente ad Orvieto, solamente uno ha deciso di far rientrare gli studenti presso il loro ateneo. Per quel che riguarda i due programmi della University of Arizona, i corsi si tengono per ora regolarmente”.  Anche Serena Croce risponde analogamente, “i corsi della Kansas State University sono regolari”.   Il presidente Liliana Grasso ha voluto anche sottolineare che “le summer school hanno già regolarmente prenotato e confermato tutti i corsi previsti”.    Nel frattempo la prevista giornata di presentazione dei corsi universitari dell’ateneo di Perugia alla Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo è stata cancellata come previsto dalle norme in vigore, mentre un altro evento ha comunicato l’annullamento e l’eventuale riprogrammazione del meeting nazionale del salvamento previsto per il 13 e 14 marzo sempre al Palacongressi di Orvieto.

Un altro operatore del settore turistico, Rita Avola, Orvietur, ha spiegato che “per quanto riguarda l’outgoing molte prenotazioni sono state cancellate per paura dei clienti e altre per le chiusure che nelle ultime ore molti paesi stanno applicando nei confronti dell’Italia. Anche nel settore incoming si registrano cancellazioni da clienti in arrivo dall’estero, per il momento le prenotazioni dei clienti italiani reggono. Questo perché in caso di cancellazione essendo l’Umbria una Regione non nella zona rossa vengono applicate le penali”.

Giustamente il sindaco Roberta Tardani ha rilanciato Orvieto come meta turistica e confermato il calendario unico degli eventi per il 2020 ma che la situazione sia seria non solo qui ma in tutta Italia è un fatto conclamato come che le leve a disposizione dell’amministrazione siano veramente limitate, soprattutto per quanto riguarda tariffe e tasse.  Gli operatori si attendono molto dalle misure messe in campo dalla Regione con i 31 milioni già stanziati anche se già ci sono critiche da parte di Confindustria.  Delusione, invece, per quanto riguarda il decreto che ha appena varato il consiglio dei ministri che ha concentrato i provvedimenti sulla zona rossa.

 

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