Gnagnarini, “chi più spende meno spende”. Ma i conti non tornano

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Massimo Gnagnarini, ex-assessore al bilancio della giunta Germani, sui costi di gestione del Teatro Comunale Luigi Mancinelli.  Di seguito anche la nostra replica perché i conti non sono proprio così e soprattutto anche l’eventuale Azienda Speciale non ha proprio quei costi.
Se qualcuno ha pensato che chiudendo la TeMa il Comune risparmierà un mucchio di soldi ha pensato male.
In effetti per i servizi finora assicurati alla città dalla defunta Associazione, al netto delle partite di giro di UJW,  il Comune spendeva solo 235.000 euro all’anno ( 60.000 di quota associativa e 175.000 di contributo alla gestione del Teatro Mancinelli) contro i 320.000 euro di soli costi vivi annuali mediamente sostenuti dalla TeMa per svolgere la stagione teatrale di cui 170.000 euro per pagare le compagnie artistiche e il resto per le altre necessarie prestazioni professionali esterne.
Questo era possibile perché la TeMa sviluppava una serie di entrate proprie che le consentivano di pagare oltre al personale proprio anche  le proprie spese di funzionamento e le rate dei vari mutui di consolidamento accesi nel corso degli ultimi dieci anni. Queste entrate erano costituite dalle quote associative pari a 13.000 euro al netto dei 60.000 erogati dal Comune,  dagli abbonamenti pari a 65.000 euro e inoltre varie e consistenti altre risorse raccolte dagli sponsor e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.
E’ pertanto evidente che al di là di ogni eventuale nuova forma di gestione organica del Teatro che l’amministrazione Tardani voglia mettere in campo in alternativa a quella finora svolta dalla TeMa  l’unica, per risparmiare soldi pubblici,  sarebbe di tenere chiuso il Teatro, ma si tratta di una soluzione alquanto indesiderabile ed esclusa dalla stessa Amministrazione comunale.  E allora facciamo due conti relativamente alle spese a cui si andrà incontro nelle ipotesi di gestione prospettate in aggiunta a quel costo inalterato di 170.000 euro necessari per i corrispettivi alle compagnie artistiche a parità di prestazioni:
Gestione diretta.
Premesso che la pianta organica del Comune è priva di qualunque professionalità adatta a svolgere le mansioni che rientrano tra quelle necessarie alla gestione del teatro e che recentemente, con propria apposita delibera , la Giunta ha escluso per i prossimi tre anni l’assunzione di tali compatibili figure professionali si dovrà conseguentemente procedere a una serie di incarichi a soggetti e ditte private esterne per far fronte ai sotto indicati servizi per un valore complessivo tra i 180/200.000 euro che porteranno, dunque,  la spesa complessiva a carico del Comune a superare i 350.000 euro annui a fronte dei 235.000 finora sborsati dal Comune:
. assunzione di un direttore artistico
. apertura, custodia e chiusura del teatro in occasione di tutti gli spettacoli
. cassa-biglietteria, organizzazione eventuali prevendite, vendite on-line)
. servizio di guardaroba
. pulizia del Teatro
. servizio di sala
. gestione del bar del teatro
. gestione delle procedure inerenti la sicurezza del Teatro
. ottemperanza al D.Lgs. 81/2008 con particolare attenzione alla formazione del personale
. stipula polizze assicurative
Creazione di una nuova Azienda Speciale Multiservizi del Comune di Orvieto :
Ovvero una cosiddetta “SuperTeMa” a cui affidare in un unico pacchetto la gestione del Teatro e quella di altri asset pubblici e che, però, impatterebbe sugli equilibri del bilancio comunale in maniera diretta e , a mio avviso,  insostenibile visti gli obblighi di legge che ne deriverebbero per il Comune tra cui per citarne solo alcuni :
. obbligo di ripiano delle perdite di esercizio
. conferimento di un capitale o fondo di dotazione
. obbligo di applicazione delle norme pubbliche per l’assunzione di personale
. applicazione codice degli appalti per acquisto di beni e servizi
. obbligo di costituzione di una CDA, del Presidente e assunzione di un Direttore esecutivo.
Qui la stima dei costi aggiuntivi si farebbe iperbolica basti solo considerare che tra CDA , Presidente, Direttore e Personale da assumere si va da alcune centinaia di migliaia di euro fino al rischio concreto di creare un nuovo default finanziario del Comune stesso.
I proverbi hanno sempre un fondo di verità. Ecco perché qui vale il detto “ Chi meno vuole spendere più spende”.
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Caro ex-assessore al bilancio Massimo Gnagnarini,
sarebbe tutto giusto il regionamento se non ci fossero alcune imprecisioni.  
Fino ad oggi il Comune, lo evinciamo dagli atti pubblici, oltre alle quote di 60 mila euro e di 175 mila per la stagione teatrale, ha pagato le utenze, gas e luce.  Ha la straordinaria manutenzione come previsto in ogni contratto di locazione.  
Dai conti presentati si sottende che con la nuova gestione non ci sarebbero più abbonati e contributo Fondazione CRO.  E per quale motivo?  Si continuerà sicuramente a procedere con le campagne abbonamenti e la Fondazione potrebbe continuare ad elargire il suo contributo legato alla stagione teatrale e non ad altro.
Riassunto delle entrate e delle uscite.
                                                                 TeMa                                    Teatro Comunale
contr. stagione teatrale:                     175.000                                           175.000
contr. Fondazione                                49.900                                             49.900
abbonati                                                 65.000 (*)                                       65.000 (*)
quote sociali senza Comune               13.000                                               ——(**)
(*) la voce abbonati in realtà non può essere considerata certa e fissa ma prendiamo l’ultima cifra disponibile come fissa.
(**) manca la voce utenze che potremmo quantificare, ma non abbiamo alcuna certezza, in circa 10.000 euro che sono già ora in capo al Comune.
La gestione diretta non presuppone che il Comune gestisca completamente in house, ma potrebbe procedere all’affidamento di alcuni servizi, ad esempio la biglietteria, i servizi legati alle aperture del teatro per gli spettacoli e la gestione del bar del teatro.  Non è verisimile, infatti, che un ente pubblico assuma figure professionali per lavorare dietro al bancone del bar.  Il direttore artistico, o meglio con una definizione in classico stile politichese, “il responsabile della direzione artistica”, andando a leggere bene i bilanci passati TeMa lo ha sempre pagato, poco o tanto, alvo che in questo ultimo periodo con l’arrivo di Pino Strabioli che, oltre ad essere consigliere a titolo gratuito, ha messo a disposizione della città la sua professionalità per costruire la stagione teatrale.
La seconda fase riguarda il futuro del Teatro Comunale Luigi Mancinelli, che non può coincidere con TeMa.  Da quello che ha dichiarato il sindaco la via potrebbe essere quello della gestione diretta, salvo altre strade che potrebbero aprirsi.  Di Azienda Speciale ha apertamente parlato solo il sindacato e anche qui abbiamo qualche precisazione.  E’ vero, secondo quanto prevede il codice c’è l’obbligo di ripiano delle perdite, ma perché, sempre secondo quanto ci è stato spiegato pubblicamente, già oggi il Comune non ha garantito il pagamento dei ratei dei mutui? E alcuni tecnici ed esponenti politici non ci stanno spiegando che comunque il debito alla fine dei giochi è sempre del Comune?  Certo, senza revoca e altri atti, si poteva spalmare in più anni ma con i decreti ingiuntivi e gli atti connessi e susseguenti e ormai senza dipendenti chi avrebbe assicurato la stagione?  Ricordiamo che il Comune per questa annualità ha già pagato i 175 mila euro mentre la Fondazione CRO ha legato i suoi 49.900 euro ai contratti e a consuntivo, quindi niente stagione, niente contributo.
La costituzione di un’azienda speciale ha sicuramente dei costi di avviamento ma ricordiamo che nella vicina Narni un soggetto simile è stato costituito recentemente e ha solo l’amministratore unico, senza cda e altri orpelli.  Tra l’altro già oggi i cda di tute le partecipate/controllate del Comune lavorano gratuitamente, un errore ma così è. 
Pino Strabioli ha sempre dichiarato, anche qui a OrvietoLife, di essere pronto, sempre gratuitamente a lavorare per il Teatro Comunale Luigi Mancinelli, quindi niente costi.  
Il rispetto dei codici degli appalti e del pubblico impiego è una vera voce di costo ma per la trasparenza già TeMa si comportava in linea con tali obblighi per quanto riguarda gli appalti non per il personale.  
Non sta a noi giornalisti dare delle ricette ma esaminare e provocare il dibattito sì, e le precisazioni in questo caso sono d’obbligo come lo sono anche per quanto scritto dall’altra ex-assessore, Pirkko Peltonen, ma qui serve più tempo e spazio e ci riserviamo di replicare in un altro articolo.

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