Paolo Selmi, “sull’intera questione di OTW forse sono stato ingenuo, ora però guardiamo al futuro e non perdiamo questa opportunità”

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Paolo Selmi, di Orvieto Tango Winter spiega il suo punto di vista sull’intera questione della manifestazione e dei rapporti con Comune e TeMa.  L’intervista è stata a tratti polemica ma franca e alla fine si è convenuto che un rinvio a febbraio potrebbe essere la soluzione migliore ma partendo con basi diverse e rapporti rinnovati tra le varie parti in causa.

Quanto avete investito sulla manifestazione?

Prima di tutto vorrei fare alcune precisazioni sull’articolo che avete pubblicato.  La ricostruzione è costruita su una serie di deduzioni e non su certezze.  Andiamo per punti.  Partiamo dalla questione del Teatro.  TeMa mi ha chiamato subito dopo la famosa delibera di giunta specificandomi che dovevo rivolgermi al Comune.  Immediatamente ho preso contatti con l’istituzione per avere rassicurazioni e così è stato.  In verità non avrei avuto dubbi sull’intera questione.  D’altronde in ambienti comunali mi hanno sempre rassicurato sulla possibilità di avere il Teatro.  Lo stesso mi hanno assicurato anche altri soggetti a vario titolo interessati alla manifestazione.  Siamo poi arrivati al 3 dicembre quando mi hanno comunicato che non si sarebbe potuto svolgere.  Per quanto riguarda i conti vorrei sottolineare che io non ho mai incassato 80 mila euro.  (A questo punto ho personalmente chiarito che non era scritto nell’articolo che la cifra fosse relativa ad un solo evento ma, come dichiarato pubblicamente dallo stesso Selmi, relativo all’intero 2018 con i 4 eventi. ndr).  Quindi in realtà io incasso 20 mila euro ad evento e 5 mila euro sono un quarto del totale.  La differenza sono 3500 euro.  Io mi sono inventato questa manifestazione che a Orvieto non c’era e ringrazio tutti per l’aiuto che mi è stato offerto.  Ora però credo di non meritarmi tutto quello che è stato scritto.  Probabilmente sono stato ingenuo e ho creduto a tutte le rassicurazioni avute in questi ultimi mesi.  Sono tre anni che sto faticando su questo evento e forse questa volta era la svolta dopo il primo anno che è stato un bagno di sangue.

Ora la proposta è di rinviare a febbraio?

Ho chiesto al sindaco di darmi la possibilità che il Tango possa svolgersi a febbraio per ricreare la mia credibilità.  Ho inviato PEC a cui ancora non ho ricevuto risposta (ndr controllato in diretta telefonica).  Ribadisco che non ho avuto mai risposte e se le avessi avute in tempo avrei annullato con largo anticipo l’evento ovviamente con feedback sempre negativi ma senza dover ricominciare da zero e soprattutto senza dover ricostruire una credibilità che sicuramente è stata intaccata fortemente da questa situazione.

Ma perché non si è pensato a spostare l’evento in un’altra location, ad esempio il Palazzo del Capitano del Popolo dove già Orvieto Tango si è svolto con successo?

A parte i soldi e gli associati di Orvieto mi avrebbero aiutato.  C’è un problema di riscaldamento e il cannone non va bene per il mio evento.  E questo l’ho subito detto anche perché costosissimo.  Io lo avrei fatto l’evento ma non c’erano le condizioni.  Il cannone proprio non si può e ho fatto la proposta che ho fatto dei funghi mi è stato risposto che non era fattibile per problemi di sicurezza.  Io faccio eventi da 25 e le esigenze dei miei eventi le conosco a memoria e se ci sono problemi con il riscaldamento poi si lamentano.

Quando ha ufficialmente deciso di non fare la manifestazione?

Ci sono arrivato lunedì 3 dicembre quando il segretario mi ha detto che non poteva darmi le chiavi.

E poi cosa avete fatto?

Ho inviato un comunicato per annullare tutto e che c’è stata la conferenza stampa di UJW il giorno dopo non ne sapevo nulla.  Forse, devo pensare che il mio problema ha accelerato la riconsegna delle chiavi.  Perché dobbiamo ricordare che dal 6 novembre le chiavi sono state riconsegnate il 4 dicembre proprio perché c’è a breve UJW.

Come si può recuperare quest’evento?

Vorrei prima di tutto sottolineare che anche gli operatori puntavano sul fatto che alla fine il teatro si sarebbe potuto avere.

Allora ritorniamo ai fatti antecedenti.  Proprio OrvietoLife aveva scritto in tempi non sospetti che con tutte le difficoltà di TeMa e i rapporti tempestosi con il Comune si metteva a rischio non solo la stagione, all’epoca era già saltato il primo spettacolo, ma anche OWT di dicembre.  Questo dimostra a tutti che OrivetoLife lo aveva scritto come, con sfumature diverse, lo avevano scritto anche altri giornali.  Torniamo al punto.  Come siamo arrivati al 3 dicembre per la cancellazione?

Io ho inviato una PEC il 13 novembre chiedendo lumi sul futuro della manifestazione e su eventuali location alternative.  Non ho mai ricevuto risposta se non rassicurazioni verbali.  Quindi ribadisco che sono stato ingenuo a non attivarmi.  L’ultima PEC è del 3 dicembre dove ho ricordato che l’evento è patrocinato del Comune e che non avevamo certezze sull’utilizzo del Teatro.

Allora cosa si può fare ora?

Vorrei riprogrammare la manifestazione per febbraio.  Ho chiesto la stessa sede, cioè il Teatro e il Comune è libero ovviamente di scegliere.

Quando si parla di città che si trova coinvolta in Orvieto Tango il riferimento è agli esercizi commerciali che trovano vantaggio dalla manifestazione.  Ha provato ad avere una loro disponibilità?

Chiederò l’aiuto di tutti ma chiedere è lecito e rispondere è cortesia.

Come li ha trovati gli albergatori e gli altri operatori?

Sono stati gli unici che mi sono stati accanto.  Se per loro non fosse un evento importante non si sarebbero schierati dalla mia parte.  Neanche loro ci credevano e quando hanno compreso la gravità della situazione si sono mossi anche nei confronti del Comune.  Quindi ritorno al primo punto, siamo stati tutti ingenui.

Quanto è importante Orvieto per Paolo Selmi?

Per me è importantissimo.  Ci ho messo tutto quello che potevo, sentimento, amore, soldi, tempo creando un evento unico al mondo: ballare accanto al Duomo.  E le persone appassionate di tango mi stanno vicine perché hanno visto tutto il mio impegno.

Ritorniamo alla polemica.  Da tempo si sa che c’è un problema reale sul Teatro e la sua disponibilità…

TeMa mi manda un sollecito per il pagamento a settembre e questo mi ha fatto capire che era tutto confermato.  A novembre è cambiato tutto ma alle mie PEC non ho mai ricevuto risposta anche se in ambienti comunali mi hanno sempre dato rassicurazioni sulla location.

Nel frattempo la questione TeMa si è ingarbugliata?

Confermo, ma tutti mi dicevano che la situazione si sarebbe sbloccata.  Diciamo che ho imparato una cosa, da oggi chiederò solo risposte ufficiali scritte.  Se avessi saputo tutto con anticipo mi sarei regolato di conseguenza.

Forse il “non ti preoccupare” si riferiva alla competenza del Comune, per il Teatro non ci si poteva impegnare?

Questo non lo so, bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati.

Il Comune ha ripreso le chiavi ma ora si deve ripartire con il Teatro.  Se il Comune confermasse che il Teatro non potesse darlo?

Perfetto, basta rispondermi in tempo.  Se non ci fosse disponibilità io riprogrammo in un altro posto.  Sono aperto a qualsiasi soluzione pur di poter partire con la manifestazione.  Dirò di più anche gli operatori sono interessati a sapere e conoscere i tempi.

C’è un’alternativa ad Orvieto?

Per ora no ma sicuramente non in Umbria.  Risponderei in un altro modo.  Questa, per me, è una vera sconfitta, emotivamente sono distrutto perché pensavo che ci fosse più vicinanza da parte di tutti.  Probabilmente preso dall’agitazione ho detto cose che non dovevo ma alla manifestazione ci credo veramente e penso di averlo dimostrato in questi tre anni.  Sono anche disponibile a vedere se qualcuno vuole prendere in mano la manifestazione ma prima voglio onorare tutti i miei impegni e con la situazione che si è venuta a creare tutto è più complicato.

Durante la telefonata tornano inevitabili le schermaglie su numeri e conti.  Sono punti di vista diversi ma le cifre vengono confermate dallo stesso Paolo Selmi.

L’iscrizione all’evento costa 60 euro e dalla manifestazione che avevo programmato per dicembre contavo di incassare circa 25 mila euro.  Orvieto Tango Winter era nata e tarata con i costi del Teatro Mancinelli per poi permettermi di chiudere tutti i conti e ripartire con la programmazione per il 2020 in tutta tranquillità.  Se avessi accettato di spostare l’evento al Palazzo del Capitano del Popolo avrei dovuto pagare di più e la manifestazione non avrebbe più avuto il suo equilibrio finanziario.  Quindi nessuna impuntatura  sul Palazzo, prima di tutto il sistema di riscaldamento proposto non era soddisfacente al nostro tipo di evento, in secondo luogo avremmo pagato molto di più.

Quali conclusioni trarre da tutta la vicenda?

Prima di tutto vorrei ringraziare chi mi è stato e continua a starmi vicino, dai tangueri, ai soci di Officine Creative Orvietane fino agli albergatori.  Vorrei riuscire a riprogrammare lo stesso evento nello stesso posto a febbraio ma per farlo servono alcune condizioni, prima fra tutte un rinnovato rapporto con il Comune e con il sindaco che spero creda nella manifestazione che, dati alla mano, è importante per la città.  Personalmente cercherò di essere meno ingenuo e più equilibrato magari parlando per atti ufficiali e non solo oralmente come d’altronde dovrebbe essere fra enti, associazioni, società e imprese.  Il Tango deve continuare ad esistere a Orvieto che offre una location unica come la piazza del Duomo per l’estate e il Teatro per le edizioni invernali.

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