Tragedia familiare a Orvieto, il padre uccide moglie e figlia e poi si suicida

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Padre, madre e figlia sono stati ritrovati morti nella loro abitazione nella notte tra il 13 e il 14 novembre dai Carabinieri di Orvieto coordinati dal capitano Giuseppe Viviano.  Nella casa il dramma si sarebbe consumato qualche ora prima a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri in vicolo Sant’Antonio al civico 8.  Il padre, Carlo Carletti, 67 anni, dipendente civile presso la caserma dell’Aeronautica di Orvieto ha imbracciato il fucile automatico da caccia, regolarmente registrato, aprendo il fuoco contro la moglie, Rosalba Politi 66 anni, e la figlia Cinzia 34 anni, per poi suicidarsi.  Molto probabilmente, secondo quanto stanno tentando di ricostruire gli inquirenti, l’atto è stato compiuto nel primo pomeriggio del 13 novembre ma la certezza si potrà avere soltanto dopo i risultati dell’esame autoptico del medico legale di Terni disposto dal Sostituto Procuratore di Terni Marco Stramaglia che coordina le indagini.

Ad avvertire i Carabinieri è stato il fratello dell’uomo intorno alla mezzanotte preoccupato per il fatto che ormai da alcune ore non riusciva a mettersi in contratto con nessuno dei parenti.  Proprio questo ha fatto ipotizzare agli investigatori che tutto sarebbe accaduto nelle prime ore del pomeriggio del 13 novembre.  La mattina, infatti, il padre ha incontrato la figlia Cinzia, 34 anni, a lavoro e nulla faceva presagire quello che poi sarebbe accaduto di lì a breve.  I Carabinieri che sono entrati in casa nella notte e hanno trovato i tre corpi riversi in terra e nelle loro vicinanze i tre bossoli delle cartucce esplose dal fucile automatico.  Da una prima ricognizione non sarebbe emerso alcun segnale e non si sarebbe ritrovato nessun biglietto o messaggio per spiegare le ragioni del tragico gesto.  Anche i vicini non hanno sentito gli spari probabilmente a causa dei lavori in corso che hanno coperto il rumore.

Secondo alcuni colleghi di lavoro di Carlo Carletti in questi ultimi mesi era cambiato nel fisico e anche nell’atteggiamento, ma nulla che lasciasse intendere che qualche possibile malessere personale potesse poi sfociare in una tale tragedia familiare.  Anche chi conosceva la figlia Cinzia ha sottolineato che non c’erano elementi tali da far presupporre eventuali problemi familiari gravi.

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