Il “vecchio” gruppo Fai di Orvieto scrive al sindaco: “il nuovo gruppo ci ha escluso”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del vecchio gruppo Fai di Orvieto

Gentile Sindaco,

abbiamo saputo che il 7 ottobre prossimo parteciperà alla Conferenza Stampa che il Fai Fondo Ambiente Italiano ha convocato, comunicando che “il Fai riprenderà le attività a Or-vieto e nelle zone limitrofe” e invitando giornalisti, operatori della comunicazione ma anche orvietani iscritti al Fai e privati cittadini. Nessuno dei 30 volontari del Gruppo FAI Orvieto 2008-2017 è stato contattato, nonostante anche i rapporti personali e professionali diretti con Roberta Mattioni che firma l’invito. Siamo convinti che una città d’arte come Orvieto sia bacino vocato e fertile per il volontariato culturale, ancor più sensibilizzato da 10 anni di attività del Fai.

Dieci anni in cui il Gruppo orvietano, da quando è nato nel 2008 per interessamento di Ilaria Borletti Buitoni, all’epoca Presidente regionale per l’Umbria, non ha mancato mai di parteci-pare attivamente agli eventi nazionali promossi dalla Fondazione Fai, portando in città e nel territorio migliaia di visitatori, raccogliendo decine e decine di iscrizioni e migliaia di euro in donazioni. Dal 2008, per le Giornate Fai di Primavera (2008-2017), la Fai Marathon (anche ad Allerona) poi Giornate Fai d’Autunno, le Mattinate per la Scuola, Orvieto e il suo Gruppo Fai hanno fatto la loro parte. Grazie alla collaborazione della Scuola, e in particolare di molti generosi docenti, hanno formato centinaia di Apprendisti Ciceroni, anzi centinaia di giovani volontari del patrimonio culturale.

La Città ha avuto il suo progetto per un Luogo del Cuore di particolare significato identitario. Orvieto ha reso omaggio ai suoi cittadini d’elezione de-dicando simbolicamente, a uno per tutti, la mostra fotografica “Riservato A. Lattuada”. Dopo Milano, Lucca e Sanremo, nel 2015 Orvieto ha ospitato la mostra “Conoscere e amare l’Ita-lia” attraverso le fotografie e l’esempio di Renato Bazzoni, padre fondatore del Fai, impe-gnando nell’iniziativa il contributo economico e morale della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e la sua splendida sede; e la collaborazione del Lions Club Orvieto, partner e sostenitore continuativo del Gruppo Fai. Nel 2017 maturava la vocazione dei giovani iscritti, molti dei quali cresciuti all’interno del Gruppo come Apprendisti Ciceroni, e nasceva il Gruppo Fai Giovani Orvieto pronto ad ani-mare le Giornate Fai d’Autunno di quell’anno, raccogliendo in breve tempo un gran numero di nuovi volontari esordienti.

Dieci anni in cui il Gruppo, anzi i Gruppi, hanno condiviso idee e progetti con i referenti
regionali e nazionali, e sono stati encomiati per l’entusiasmo e la passione dei loro aderenti
che con competenza hanno svolto il loro servizio per la cultura, intessendo partnership durature
con amministrazioni locali, associazioni, università e istituzioni.

Poi, il 21 novembre 2017 la Presidente regionale chiudeva il Gruppo Fai Orvieto e il Gruppo
Fai Giovani di Orvieto, senza che alcuna contestazione o alcun addebito materiale o morale
sia mai stato rilevato o segnalato nei dieci anni di attività. Una decisione che infatti non è
stata spiegata nelle motivazioni proprio in quanto non aveva ragioni obiettive, anzi dimostrava
la mancanza di volontà a sostenere il gruppo in un momento di passaggio fisiologico
e ‘normale’ – l’avvicendamento del capogruppo -, dissimulata dietro rispetto delle regole e
delle gerarchie.

Da quel momento, i volontari dei due gruppi venivano cancellati, proscritti, da “un Fai” che
non riconoscevano, che usava la gerarchia e i regolamenti per discriminare piuttosto che
come una risorsa – ed è questo il senso, nel volontariato come nell’impresa! – per costruire
prospettive nuove, progetti futuri, collaborare e condividere.
Oggi il Fai, in linea con la sua storia e i valori su cui fonda la sua credibilità, aveva l’occasione
per dimostrare che, come scrive, davvero ognuno dei volontari è “speciale” e insostituibile,
e nello stesso tempo la possibilità di risanare una frattura che ha inciso veramente su una
comunità sensibile e partecipativa.

Sembra invece che intenda resettare, azzerare, annullare. Cancellare 10 anni di passione
e impegno, centinaia di volontari, apprendisti e sostenitori, come se tutto questo fosse stato
manifestazione di un ‘attivismo autonomista’ piuttosto che il frutto di un patto serio e responsabile
tra la Fondazione Fai e la comunità locale: un patto che merita di essere rispettato
con onestà intellettuale, trasparenza e imparzialità come d’altra parte richiede la rilevanza
pubblica di una Fondazione che gestisce il patrimonio pubblico e beneficia di fondi statali.
Orvieto può essere un “luogo del cuore” e il volontariato può rafforzare e unire ulteriormente
la Città nei valori e nelle motivazioni solo se accoglie ogni singola individualità e offre ad
ognuna l’opportunità di crescere insieme e migliorare.

La ringraziamo per il riguardo e l’attenzione, certi della sua sensibilità nei confronti del bene
della comunità e del suo patrimonio “sociale” oltre che culturale.

Con i migliori saluti
Il Gruppo Fai Orvieto 2008-2017

 

 

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