“A pranzo con papà”. Iniziativa al Carcere di Orvieto

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“A pranzo con papà” è l’iniziativa che oggi la Casa di Reclusione di Orvieto ha organizzato a beneficio dei detenuti che attualmente sono associati alla struttura diretta da Paolo Basco. Un pranzo tutti insieme, detenuti e famiglie, mogli e soprattutto bambini, per affermare sempre e comunque la persona, prima del recluso. “I detenuti che si trovano presso la nostra struttura – ha spiegato il direttore – ricevono le proprie famiglie tre volte a settimana. Con questo momento conviviale vogliamo fare in modo che tutti si sentano sereni, facendo entrare luce laddove c’è il buio.”

Il pranzo, a cui oggi parteciperà anche il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, è offerto da numerose attività della ristorazione cittadina che, coinvolte nel progetto da Alessandra Taddei, presidente della Cooperativa Mir che da tempo si occupa di reinserimento sociale dei detenuti, hanno sposato senza alcun indugio la causa. “Noi di Mir siamo onorati di poter collaborare a queste iniziative – spiega Taddei – il nostro obiettivo è proprio la costruzione di percorsi educativi o rieducativi per persone in difficoltà, in stato di fragilità, e il lavoro e l’impegno in iniziative è sicuramente un ottimo strumento per avviare queste azioni sulla persona.” Una occasione, il pranzo di oggi, fortemente orientata a offrire un momento di serenità familiare laddove le circostanze negative di una reclusione hanno interrotto forzatamente rapporti e genitorialità. “Il carcere non può e non deve essere fuori della città – ha spiegato Basco – e questa interazione che questa iniziativa propone è una occasione importante. La realtà educativa del carcere va fatta conoscere così come le ragioni del torto, vanno capiti gli errori e comprese le situazioni che hanno portato una persona a commettere un reato. Il nostro lavoro è basato sulla umanità e sulla legalità, non può esistere recupero se non agiscono insieme tutte le realtà che compongono la vita del carcere.” Il prossimo progetto che la direzione del carcere di Orvieto ha in programma è la creazione di una ludoteca che possa accogliere i bambini mentre attendono di poter vedere i propri padri.

Attualmente la Casa di Reclusione di Orvieto, struttura di tipo Ica Istituto a Custodia Attenuata, ospita 90 detenuti che vengono impegnati quotidianamente in lavori socialmente utili all’esterno, quando la condizione giudiziaria del recluso lo permette, e all’interno con lavori di manifattura varia. A vigilare sulla sicurezza ci sono 59 agenti di Polizia Penitenziaria sotto la guida del comandante Enrico Gregori e dal vicecomandante Alessandra Onofri.

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