Ci ha lasciato Claudio Barbi. Il cordoglio del sindaco Tardani e del Consorzio Vini Orvieto

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Ho creato Decugnano dei Barbi nel 1973 con l’obiettivo di produrre vini di altissima qualità e rispettosi di un terroir unico e prezioso.” Con questa frase Claudio Barbi, 75 anni, scomparso ieri, domenica 1° settembre,  nella sua Brescia, era solito riassumere tutta la sua missione di vita imprenditoriale.

Figura di spicco dell’enologia italiana, Claudio Barbi, figlio di un commerciante di vini bresciano, e padre di Enzo oggi anima dell’azienda e attuale vice presidente del Consorzio Vini Orvieto, arriva tra le colline orvietane intorno agli anni ’60. Il padre viaggiava molto proprio per il lavoro di mercante di vini e spesso aveva occasione di visitare le terre umbre e assaggiare i vini prodotti in quelle zone, Orvieto e le colline orvietane erano spesso meta dei suoi viaggi. Durante uno di questi viaggi, in cui è con lui anche il figlio Claudio, i due si innamorano del piccolo borgo di Decugnano dei Barbi, una tenuta quasi abbandonata in località Fossatello di Corbara, nelle terre della chiesa di Santa Maria di Decugnano una volta appartenute allo Stato Pontificio che, a quanto emerge da alcuni scritti storici, già nel 1212 produceva vino in quei terreni. L’amore a prima vista tra Claudio Barbi e quelle terre, fa da naturale prologo a una storia di imprenditorialità e sperimentazione che arriva con grande successo fino ai giorni nostri e che colloca la famiglia Barbi tra le più importanti e influenti nel mondo del vino italiano. A colpire Barbi non fu solo la bellezza del luogo che domina la valle orvietana, ma soprattutto il terreno che, rispetto alla zona sud dell’orvietano, non è di tipo tufaceo ma al contrario di carattere marnoso e argilloso e ricco di fossili marini.

Nel 1973 inizia quindi la storia Barbi in quelle terre: vengono piantati i primi vitigni storici dell’Orvieto Classico (trebbiano, malvasia e grechetto) e nel 1978 comparvero sul mercato i primi tre vini, il Decugnano bianco, il Decugnano rosso ed il primo metodo classico prodotto in terra umbra. Nel 1981 si concretizza un altro dei progetti di Claudio Barbi e sul mercato arriva la prima bottiglia italiana di vino da uve botrizzate: Pourriture Noble. Attualmente Decugnano dei Barbi possiede circa 32 ettari di vigneti con una età media di 14 anni, dedicati per il 60% a vitigni a bacca bianca (grechetto, chardonnay, sauvignon, procanico) e per il 40% a vitigni a bacca rossa (sangiovese, montepulciano, merlot, cabernet sauvignon, pinot nero, syrah). A dare la notizia della improvvisa scomparsa è stato il figlio Enzo, dalla propria pagina social: “Ieri notte è mancato il mio adorato papà.”

La camera ardente, secondo quanto è riferito, è allestita presso la Domus di Brescia, i funerali di Claudio Barbi si terranno martedì 3 Settembre alle 10:30, sempre a Brescia, alla chiesa di Sant’Afra.


Alla famiglia Barbi giungano le più sentite condoglianze della redazione di OrvietoLIFE.


Appresa la notizia della scomparsa dell’imprenditore vitivinicolo Claudio Barbi, il Sindaco, Roberta Tardani esprime le più sentite condoglianze ai familiari e ne ricorda la vivacità imprenditoriale.
“Claudio Barbi era innamorato di Orvieto – afferma il Sindaco – dove arrivò tra il 1973/1974 da Brescia, portando l’innovazione, in particolare nella lavorazione dello spumante utilizzando il metodo Champenois particolarmente congeniale alle cavità del masso di tufo sottostanti le sue vigne. Grotte da lui incrementate e all’interno delle quali sviluppò la lavorazione del famoso Spumante ‘Decugnano dei Barbi’. Dalla località di Decugnano nei pressi di Corbara, iniziava così una storia significativa che, si può ben dire, ha cambiato la storia del vino di Orvieto. La Citta lo ricorderà per aver portato il vino di Orvieto nel mondo e per aver portato in questa realtà contenuti innovativi sia dal punto di vista dell’approccio imprenditoriale sia della valorizzazione delle risorse originali del territorio”.

Cordoglio nel Consorzio Vini Orvieto

Intendo esprimere a nome di tutto il Consiglio Direttivo e dei Soci del Consorzio Tutela Vini Orvieto le più sentite condoglianze alla famiglia Barbi per la scomparsa di Claudio Barbi. Il mondo del vino orvietano perde una delle figure storiche di grande riferimento sopratutto per la competenza e la passione con quale, fin dagli  anni settanta, ha investito nella crescita della propria azienda e del vino di Orvieto. L’apporto fondamentale della famiglia Barbi nella valorizzazione dell’Orvieto ha rappresentato con Claudio e rappresenta oggi con il figlio Enzo un esempio solido di una rara capacità imprenditoriale che riesce a coniugare la tradizione con lo spirito innovativo. Alla memoria di Claudio Barbi rivolgiamo un profondo ringraziamento per l’immenso patrimonio di conoscenze che negli anni ha sempre condiviso nel contribuire a rendere l’Orvieto un vino conosciuto e apprezzato nel mondo. Al vice presidente del Consorzio Tutela Vini Orvieto, Enzo Barbi, e alla famiglia, l’espressione del nostro cordoglio vi giunga in una così triste circostanza.

 

 

 

 

 

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