A Osarella acqua “color brodo” dai rubinetti. Sii al lavoro

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Da circa un mese dai rubinetti di Osarella, piccola frazione del comune di Orvieto, esce acqua marrone. Il fenomeno, decisamente un disagio per la ventina di famiglie residenti nel borgo a circa 6 chilometri dal centro di Orvieto, non è nuovo. Specialmente d’estate, anzi quasi solo d’estate, il pozzo idrico che serve la frazione subisce un notevole decremento delle acque sorgive e il sedimento che naturalmente è presente sul fondo finisce per mescolarsi alla poca acqua che resta, acqua che finisce poi nelle tubature che servono il paese.

La questione era stata portata all’attenzione del consiglio comunale di Orvieto lo scorso 22 luglio dal consigliere Andrea Oreto che dal sindaco Tardani è stato nominato come referente per le frazioni. In quella occasione il sindaco rispose che il Sii – Servizio Idrico Integrato era già al lavoro per risolvere il problema con lavaggi frequenti sulla rete a causa “di un problema di immissione”. Il problema, a quanto si apprende prontamente affrontato dalle squadre tecniche e ambientali del Sii, sembrava risolto anche grazie all’immissione nel pozzo di acqua con l’ausilio di numerose autobotti. Ma ieri, alcuni cittadini hanno nuovamente manifestato con vari post sui social, il disagio che tutto questo continua a comportare per le famiglie costrette, in alcuni casi, a acquistare acqua in bottiglia per cucinare. In ogni caso la popolazione è alle prese, oltre che con il caldo torrido di queste settimane di solleone, con il disagio dell’acqua “color brodo”. “Siamo costretti a far uscire tanta acqua dai rubinetti prima di vederne un po’ più chiara – dicono a Osarella – e le bollette certamente saliranno.”

La spiegazione però c’è, e è del tutto naturale: “d’estate, com’è facilmente immaginabile – spiega il consigliere Oreto che sta seguendo da vicino tutta la questione – il pozzo che immette l’acqua nelle tubature del paese, vede diminuire considerevolmente la gettata d’acqua sorgiva. Quando il livello scende troppo occorre intervenire con le autobotti e immettere acqua per ripristinare il livello favorevole all’erogazione idrica. Questo evento, che dalla Sii, devo dire stanno eseguendo con particolare solerzia, porta da un lato l’immissione di acqua nel pozzo ma dall’altro, nell’immissione, finisce per ‘sollevare’ e quindi miscelare insieme alla nuova acqua anche il sedimento terroso in genere fermo sul fondo. Quindi – spiega il consigliere – poco dopo l’immissione di acqua nel pozzo da parte delle autobotti, l’acqua risulta tutta colorata, per poi scemare di intensità quando la terra si sedimenta di nuovo. E’ comunque allo studio – continua Oreto – la progettazione di una nuova rete di tubature che possa, in qualche modo, ovviare anche a questi problemi stagionali.”

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