Cade porzione di cornicione da una guglia del Duomo

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Sembrerebbe non costituire, al momento, motivo di particolare preoccupazione il piccolo crollo di una porzione del cornicione di una delle guglie del Duomo di Orvieto avvenuto nella tarda serata di mercoledì 7 agosto scorso.

A rassicurare la città è il presidente dell’Opera del Duomo Gianfelice Bellesini che durante la mattina di ieri ha voluto immediatamente riunire il team tecnico che si occupa della manutenzione della Cattedrale per fare un primo punto della situazione e riferire prontamente al sindaco Roberta Tardani. “La porzione di cornicione è caduta – spiega Bellesini – nella serata, nessuno è stato coinvolto dal crollo dei pochi frammenti. Il tavolo tecnico che ho istituito e che si occupa in modo particolare del monitoraggio pressoché quotidiano del Duomo è già al lavoro ma riteniamo di avere la situazione del tutto sotto controllo.”

Niente di che quindi, un distacco che può essere fatto rientrare nella normale “vita” di un monumento così imponente.

“Cosa è successo tecnicamente al momento non lo sappiamo – spiega l’architetto Mauro Stella dell’Opera del Duomo – lo sapremo con certezza quando raggiungeremo con un cestello la parte e la visioneremo da vicino. La porzione è caduta dal terzo cornicione della guglia di sinistra, nel lato esterno, a 40 metri di altezza per cui dovremo nei prossimo giorni necessariamente salire e controllare la situazione. Di certo possiamo dire che il Duomo è esposto agli agenti atmosferici e l’escursione termica di queste elevate temperature potrebbe essere la causa principale del piccolo crollo. L’elemento che si è staccato – spiega Stella – è costituito da due diversi materiali, basalto nella parte alta e travertino in quella inferiore, la mia è una considerazione puramente teorica, ripeto l’esame diretto ci darà maggiori informazioni, ma probabilmente i due materiali, proprio a causa delle alte temperature, si sono dilatati in maniera difforme causando una spaccatura, di qui lo scollamento e la relativa caduta.” Sui tempi di ripristino il mese di Agosto non aiuta: “cercheremo il prima possibile di salire a visionare l’entità del danno – dice Stella – l’Opera del Duomo è impegnata quotidianamente nella manutenzione e nel monitoraggio della Cattedrale, questi sono eventi improvvisi e come tali richiedono interventi non programmati.”

Nel tempo, oltre a numerosi piccoli crolli visibili solo per la graniglia presente sul sagrato del Duomo, la Cattedrale ha subito anche cadute di materiale il cui crollo aveva preoccupato, e non poco, l’Opera del Duomo e la città stessa: in seguito al terremoto in Umbria del settembre ’97 erano caduti dei marmi della facciata e si erano staccati frammenti anche dalla parte superiore del loggiato, nel 1998 un grosso pezzo in oro del mosaico dell’Incoronazione della Madonna posto sulla facciata si era staccato cadendo a terra, frantumandosi. Anche in seguito al terremoto in Centro Italia del 2016 il Duomo di Orvieto fu interessato da alcuni importanti crolli all’interno.

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