Francesco Lanzi, Confindustria Orvieto, “non è più tempo dei no. Sulla geotermia si deve aprire un confronto serio e costruttivo”

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La decisione presa dal governo di autorizzare la realizzazione dell’impianto geotermico all’Alfina ha aperto uno scontro durissimo tra gli amministratori locali, i vari partiti di maggioranza e minoranza e le associazioni

Francesco Lanzipresidente Confindustria Orvieto

imprenditoriali che, una dopo l’altra, hanno dichiarato la loro apertura nei confronti dell’imprenditore che ha deciso di scommettere su Castel Giorgio.  Dopo Assocave e Confartigianato è la volta di Confindustria Orvieto.  Il presidente Francesco Lanzi ha prima di tutto sottolineato come “la società che ha proposto l’investimento abbia ottenuto le autorizzazioni necessarie.  Credo che sia arrivato il momento di aprire un confronto costruttivo tra tutte le componenti della comunità per individuare soluzioni condivise nell’interesse generale”.

Uno dei compiti di chi ha l’onore e l’onere di guidare la maggiore associazione imprenditoriale italiana a livello locale è quella di individuare le linee di sviluppo di un territorio e la geotermia va in questa direzione?

Questo territorio ha bisogno di un’idea di sviluppo, chi deve ci dica quale percorso di crescita si deve intraprendere in questi territori, quali idee imprenditoriali è lecito perseguire, perché il tempo del rinvio è ampiamente scaduto.

Ma soprattutto per alcuni settori, ad esempio quello dell’energia, è importante che venga aperto un confronto che coinvolga tutti gli attori di un territorio.  Forse è mancato proprio questo confronto?

La nostra associazione ha dimostrato con il suo lavoro nel corso degli anni di essere aperta al confronto. Come conferma anche il recente incontro con i sindaci del territorio proprio per instaurare un percorso di collaborazione su alcuni temi strategici. Dobbiamo però superare i preconcetti ideologici che hanno determinato sterili contrapposizioni e impedito lo sviluppo del nostro territorio. Dobbiamo tornare a crescere, soprattutto per garantire il futuro delle giovani generazioni. Ai problemi complessi dobbiamo rispondere cercando di condividere soluzioni e individuare opportune mediazioni. La via dei no è sicuramente la più facile ma altrettanto sicuramente non è la più adeguata.

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