E tre. Deserta la terza asta pubblica per ex ospedale e ex pediatria

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E’ ancora buio pesto sul futuro dell’ex ospedale di Orvieto. Così come le prime due aste, dove a dir la verità qualche manifestazione di interesse, seppur non andate a buon fine a causa di vizi procedurali e di forma, c’era stata, la terza, i cui termini sono scaduti il 30 luglio scorso, ha registrato un nuovo nulla di fatto andando completamente deserta.

A nessuno sembrano interessare i due lotti messi all’asta dalla Azienda Sanitaria Umbra; il complesso, ormai fatiscente, che ospitava il “Santa Maria della Stella” di Orvieto era quotato 3 milioni e mezzo di euro, l’altro, che era sede dell’ex Pediatria era invece oggetto di asta al prezzo di 950 mila euro. Tutto da rifare quindi ancora una volta per il complesso che si affaccia in piazza Duomo, una struttura, quella dell’ex ospedale che sta lentamente cadendo in rovina, e che, a quanto pare, così come viene offerta sembra non attrarre investitori. A dire il vero nella prima asta una vera e propria offerta c’era stata, faceva riferimento seppur in modo indiretto all’imprenditore orvietano Giancarlo Parretti la cui proposta fu però esclusa clamorosamente per aver sbagliato a formulare l’offerta. Un vizio di forma diede quindi il via ad una seconda asta, a prezzo invariato, e nel novembre 2018 la scena fu ancora più desolante con nessuna offerta pervenuta nella sede dell’Asl in via Bramante a Terni. Senza dunque scendere di un centesimo dalla base d’asta fissata dalla Asl, ecco che si mette in moto una terza asta, il cui termine per la consegna delle offerte fissato allo scorso 25 luglio, alla seduta di apertura di eventuali buste ha dato il medesimo esito. Nonostante il prezzo “stracciato” dell’immobile dell’ex ospedale, nessuno, per la terza volta si aggiudica nulla.

Quale dunque il futuro della struttura? La Asl a questo punto procederà a una quarta asta? Nel frattempo l’immobile è sempre più fatiscente e la città attende di conoscere se mai qualcuno riuscirà a dar nuova vita ad un luogo affettivamente importante per gli orvietani e per la storia cittadina.

Monica Riccio – Il Messaggero Umbria – 7 agosto 2019

 

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