Prevenzione incendi boschivi: Misure precauzionali

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Prevenzione incendi: La Protezione Civile di Orvieto rinnova a tutti i cittadini l’invito ad osservare le misure precauzionali di prevenzione degli incendi nel territorio comunale
A seguito dell’innalzamento delle temperature e a salvaguardia della pubblica e privata incolumità, la Protezione Civile dell’Area Sud-Ovest Orvietano rinnova a tutti i cittadini la richiesta di osservare le misure precauzionali di prevenzione degli incendi nel territorio comunale di Orvieto, già rese note nell’apposita ordinanza adottata dai Sindaci della funzione associata in base alla Legge Regionale n. 353/2000.
Ovvero, nelle aree e nei periodi a rischio di incendio boschivo sono vietate tutte le azioni determinanti, anche solo potenzialmente, l’innesco di incendi, pertanto:
– E’ vietato accendere fuochi ad una distanza inferiore a mt. 50 da superfici boscate, siepi o sterpaglia, 
– E’ vietato accendere fuochi in giornate ventose;
– E’ fatto obbligo di ripulire dalla vegetazione una fascia di almeno 5 mt intorno alla zona di accensione del fuoco;
– E’ fatto obbligo si bruciare piccoli mucchi e di sorvegliare il fuoco;
– E’ fatto obbligo per Società Autostrade e Ferrovie dello Stato di pulire i tratti di loro competenza ai margini autostradali e ferroviari.
Pertanto:
– allo scopo di impedire che nei terreni adiacenti le zone boschive e le linee ferroviarie si propaghino incendi, tutti i proprietari di terreni prossimi ai boschi e alla ferrovia devono tenere sgombri i loro terreni dai covoni di grano, erbe secche e da ogni altra materia combustibile, assumendo tutte le azioni atte a prevenire ogni tipo di incendio. L’ordinanza vale anche per gli Enti gestori della FF.SS., della Società autostrade e dei Gestori Elettrici;
– i proprietari ed affittuari di terreni coltivati a cereali hanno l’obbligo di circoscrivere l’intero fondo, appena mietuto, con una striscia di terreno solcato dall’aratro e completamente scevra di stoppie, larga non meno di 4 metri;
– Stesso obbligo incombe ai proprietari ed affittuari di terreni incolti e tenuti a pascolo, non appena, per l’inoltrarsi della stagione, le erbe e gli sterpi che naturalmente vi crescono, si vanno seccando;
– Divieto di bruciare le stoppie fino al 30 settembre 2019, salvo diversa disposizione da parte della Regione Umbria.
In caso di violazione delle disposizioni verranno applicate le sanzioni amministrative previste dall’art. 7 bis del D.Lgs. 267/2000. I proprietari e possessori a qualsiasi titolo di terreni saranno ritenuti responsabili dei danni che si dovessero verificare per negligenza e inosservanza dell’ordinanza.
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Sul fenomeno degli incendi boschivi la Protezione Civile di Orvieto prende atto, inoltre, del documento della Consulta Regionale del Volontariato di Protezione Civile che, attraverso il proprio Presidente, Giuliano Santelli, evidenzia che sono circa una ventina gli incendi boschivi verificatisi in Umbria dal 10 luglio ad oggi a Gualdo Tadino, Castiglion del Lago, Narni, Calvi dell’Umbria, Spoleto, Foligno e, nell’Orvietano a  Castelviscardo e Castelgiorgio (al confine con il Lazio dove ha operato un elicottero della Protezione Civile Regionale con il supporto dei volontari di Acquapendente San Lorenzo Nuovo, Bolsena, formati e abilitati per l’intervento AIB).
“La Regione Umbria – si precisa nel documento – ha volontari di Protezione Civile con corsi di formazione tenuti da Vigili del Fuoco e Corpo Forestale ma impossibilitati ad svolgere funzioni come i colleghi del Lazio perché in attesa da anni di visite abilitative per il supporto e le operazioni di bonifica degli incendi, bloccati per le procedure burocratiche delle ASL che asseriscono di non avere medici sufficienti per effettuare le visite e chiedendo impropriamente ai volontari di pagare il costo del Servizio. In Umbria sono circa 40 i moduli antincendio del volontariato, alcune botti per il trasporto acqua, furgoni per il vettovagliamento a supporto degli operatori, totalmente sotto utilizzati.
La stessa convenzione, stipulata tra Regione Umbria e Vigili del Fuoco, prevede solo 3 squadre antincendio in tutto il territorio regionale, Perugia, Spoleto, Terni. Si pensi rispetto ai vari territori cosa significhi, se i distaccamenti dei vigili del fuoco delle varie zone fossero impegnati in altri interventi operativi e si dovesse attendere, come già accaduto, l’arrivo di squadre da sedi lontane, spesso con scarsa conoscenza del territorio. Per questo ancora più prezioso potrebbe essere il ruolo dei volontari locali. La Regione Umbria è l’unica Regione ad affidare il compito della lotta AIB all’assessorato all’agricoltura e non alla protezione civile.
Spesso, oltre ai Vigili del Fuoco, solo grazie alle squadre dell’Agenzia Forestale Regionale ed ai Sindaci, che autonomamente, assumendosi direttamente responsabilità quali autorità di Protezione Civile attivano i propri Gruppi Comunali o le Associazioni, si sta evitando un disastro annunciato”. 
“Oggi – sottolinea la Consulta Regionale del Volontariato di Protezione Civile – è necessario mettere in campo tutte le forze disponibili, rispettando ruoli e funzioni, dalla catena di comando, alla direzione tecnica delle operazioni, ma è certo che non si può assistere ulteriormente a centinaia di miglia di ettari in fumo del nostro patrimonio boschivo ambientale e animale. Come Consulta denunciamo alle autorità competenti e alla stampa, se a fronte dell’acquisto con soldi pubblici di pick-up e moduli antincendio per queste attrezzature poi non utilizzate non si riscontri un danno erariale. Sulla visite mediche chiederemo agli organi sanitari competenti di fornirci l’elenco delle disponibilità dei medici delle ASL nei vari distretti. Oppure attivare una convenzione con Laboratori esterni. I Volontari come sempre danno la loro disponibilità. Ma è ora di richiamare tutti alle proprie responsabilità, sapendo che il codice civile italiano chiama tutti i cittadini alla difesa del proprio territorio e al soccorso in caso di necessità e ad operare al di là delle norme e procedure previste”.

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