Interrogazione di Franco Raimondo Barbabella per promuovere Orvieto patrimonio Unesco

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Il sottoscritto consigliere comunale Franco Raimondo Barbabella interroga il Sindaco in merito alle iniziative necessarie per la proclamazione di  “Orvieto Patrimonio dell’Umanità”.

Premesso che:

  • in base alla “Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale” approvata dalla Conferenza generale dell’UNESCO a Parigi il 16.11.1972 è interesse della comunità internazionale la preservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale che abbia caratteristiche di eccezionalità tali per cui il suo degrado e la sua perdita sarebbero un impoverimento della civiltà umana;
  • in conseguenza di ciò, in decenni di attività l’UNESCO ha proclamato patrimonio dell’umanità molte centinaia di siti nel mondo (56 in Italia, 2 in Umbria), ultimi quelli di Conegliano e Valdobbiadene, le zone del prosecco;
  • non solo il Duomo di Orvieto ha caratteristiche tali da poter/dover essere annoverato tra i monumenti patrimonio dell’umanità, ma la stessa città, per il suo costituirsi come un unicum di natura e cultura, giustifica da tempo la procedura di candidatura da parte dell’Italia.

Premesso inoltre che:

  • nel corso del passato quinquennio amministrativo è avvenuta la proclamazione del Monte Peglia Riserva MAB UNESCO in un modo che ha generato perplessità e preoccupazioni;
  • in sostanza si è avuta l’impressione che le istituzioni, più che porsi come protagoniste di un processo di tutela e valorizzazione di una parte rilevante del patrimonio naturale territoriale nel quadro di una strategia complessiva concernente le emergenze storico-culturali (a partire appunto dal Duomo e dal complesso rupe-centro storico), si siano abbandonate ad un lasciar fare la cui direzione, in mancanza di un preciso programma, è difficile percepire;
  • soprattutto, è nata la preoccupazione che quel risultato, inopinato e non contestualizzato, mentre costituisce per la comunità un vantaggio ipotetico finché non se ne dimostri la consistenza con un preciso e pubblicamente apprezzato programma di gestione in capo ai soggetti istituzionali coinvolti, possa essere per la stessa un ostacolo rispetto all’obiettivo, che non può non essere prioritario, della proclamazione del Duomo e della città stessa “Patrimonio dell’Umanità”.

Premesso infine che:

  • come dimostra per un verso il caso di Matera e per un altro quello di Conegliano e di Valdobbiadene, il percorso delle candidature UNESCO è lungo e complesso, richiede programmazione, largo coinvolgimento e determinazione;
  • rappresenta però un investimento sul futuro, se si ha la forza e la capacità di puntare sulla qualità in termini di cura ambientale e urbana, equilibrio sociale, promozione umana, coscienza civile, in una parola armonia dello sviluppo, che, se si persegue con una visione coordinata delle azioni, può e deve essere il contrario del processo di mummificazione che alcuni paventano.

Tutto ciò premesso, interroga il Sindaco per sapere:

  • se intende, in quale modo e in quali tempi, mettere in condizione il Consiglio di essere precisamente informato sullo stato delle cose per quanto concerne la vicenda Monte Peglia Riserva MAB Unesco, in sé e per le implicazioni più generali di cui sopra;
  • se intende promuovere le iniziative necessarie per dare avvio, con le modalità più appropriate, alla procedura di candidatura per la proclamazione del Duomo e del complesso rupe-centro storico “Patrimonio dell’Umanità”;
  • come intende definire le strategie di gestione della città e del territorio in cui necessariamente si inquadrerà la candidatura in questione al fine di fornire le dovute garanzie che in tempi consoni le finalità e gli obiettivi dell’operazione verranno coerentemente perseguiti;

infine se, data la complessità e la natura strategica di una simile operazione, non ritenga utile attivare congiuntamente alla prima commissione consiliare una speciale commissione, anche con la partecipazione di personalità esterne, per verificare lo stato degli atti delle iniziative UNESCO relative al territorio orvietano e individuare così le procedure e gli atti istruttori necessari per il proseguimento e la pubblica e profittevole gestione dell’iniziativa.

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