Week Ado-Lab. Settimana esperienziale per figli adottivi adolescenti

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In corso ad Amelia la terza edizione della Week-Ado LAB. In programma un flashmob conclusivo il 29 giugno alle 18.30 ad Orvieto in Piazza del Popolo, contro l’emarginazione e la solitudine dei figli adottivi.

Essere figli non è per niente un “mestiere” facile. Essere figli adolescenti è ancora più complicato. Essere figli adolescenti adottivi porta con sé un carico di difficoltà notevole. Eppure, “queste difficoltà possono però diventare delle risorse perché stimolano in loro (i figli adottivi) una forza interiore che li contraddistingue e, se ben incanalata, li può condurre al successo personale”. Al via, il 22 giugno, la terza edizione della Week Ado LAB, settimana residenziale per figli adottivi adolescenti. Venticinque ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia e da dieci Paesi di origine, si metteranno in gioco per affrontare insieme un percorso finalizzato alla ricerca della propria identità e del senso di appartenenza. “Scegli chi vuoi essere” è stato il motto delle giornate strutturate con momenti di intenso lavoro personale e collettivo e altri rivolti alla costruzione del gruppo come corpo e anima pulsante.

Adolescenza dei figli adottivi: dalle difficoltà alle risorse

Il lavoro più intenso della settimana si concentra sul tema della adolescenza che nei figli adottivi, oltre a tutto il carico emotivo tipico di questa fase evolutiva, porta con sé ulteriori fattori di stress che hanno a che vedere con emozioni e sentimenti che fanno da costante sfondo nella loro vita: fra tutti la rabbia, la tristezza e il dolore. Nei figli adottivi, provenienti da adozione internazionale, si aggiunge inoltre l’accettazione, da parte del gruppo dei pari e della società, delle diversità somatiche, culturali e linguistiche. Condizioni, queste, che rendono profondamente complesso tanto l’innesto familiare che sociale. “Indubbiamente molti problemi sono legati alla difficoltà del processo di integrazione – afferma Margarita Soledad Assettati, psicologa, figlia adottiva e organizzatrice dell’iniziativa – In alcuni casi i problemi si manifestano attraverso alcune forme di dipendenza di natura relazionale proprio perché la relazione primaria è venuta a mancare al principio della vita di molti ragazzi. Quindi c’è il confronto, spesso duro e frustrante, col gruppo dei pari a scuola e nelle attività ricreative, perché evidentemente si sentono diversi anche solo per il colore della pelle o i tratti somatici. Queste stesse difficoltà possono però diventare delle risorse perché stimolano in loro una forza interiore che li contraddistingue e, se ben incanalata, li può condurre al successo personale”.

I ragazzi, condotti da esperti del settore, avranno l’occasione di sviscerare la questione dell’identità e dell’appartenenza a diversi livelli: lavorando sulle emozioni, in particolare la rabbia, l’aggressività e la tristezza dovuti anche ad emarginazione e bullismo, con alcuni stimoli psicoeducativi e di espressione teatrale. Aprendo confronti sul tema delle dipendenze relazionali, quelle da sostanze stupefacenti e sulle “nuove dipendenze” (tecnologie, sesso, gioco). Verranno introdotti alcuni momenti finalizzati al contatto col proprio fisico, il rilassamento mentale e corporeo. I partecipanti avranno inoltre la possibilità di essere ospitati dall’amministrazione comunale di Todi, per riflettere sul senso di appartenenza alla comunità e di cittadinanza. Un percorso ricco di stimoli che si tradurrà in una forma narrativa presentata al pubblico durante la serata conclusiva del progetto, che avrà luogo a Orvieto il 29 giugno.

Patrocini e sponsorizzazioni

I Lions Club della Valnerina, Narini, Perugia Host, Terni Host e Orvieto, hanno rinnovato il sostegno fattivo al progetto della Week Ado LAB, finanziando, alcuni laboratori di espressione teatrale ed emotiva. In prima linea anche i comuni di Amelia, Orvieto e Todi che hanno patrocinato il progetto.

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