Successo per la XIV edizione del Festival “Arte e Fede”

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Chiude con successo la XIV edizione del Festival Internazionale Arte e Fede incentrato sul tema “Conversioni: desideri e (in)decisioni del cambiamento”
Nuovo successo, di proposta culturale e di pubblico, quello registrato dalla  XIV edizione del Festival Internazionale Arte e Fede incentrato quest’anno sul tema “Conversioni: desideri e (in)decisioni del cambiamento” che si è concluso alla vigilia della Festa del Corpus Domini con l’incontro con don Fabio Rosini e la XXIII Marcia della Fede da Bolsena a Orvieto.
In tutto 12 appuntamenti che, con linguaggi espressivi diversi ma con un obiettivo univoco, hanno focalizzato l’attenzione su aspetti fortemente esistenziali.
Dall’incontro di spiritualità con padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte in Firenze, all’anteprima del Film Solo Cose Belle, al sapiente e lirico umorismo di Giovanni Scifoni, fino al dono dell’inquietudine di don Fabio Rosini, i vari eventi hanno segnato un campo aperto di conversioni, da cui trarre spunto per intraprendere liberamente o meno, un tentativo di svoltare e dare un senso alla propria vita, giacché a conversione è un gesto quotidiano, intimo, che spetta a tutti e coinvolge soprattutto la sfera dei desideri, gli elementi intellettuali, emotivi e volitivi della propria persona, è  un rinnovamento costante di sé, a partire dalle proprie abitudini, dalle molte e a volte troppe certezze acquisite.
Il Festival si è aperto con il messaggio universale del film di Wim Wenders Papa Francesco, un uomo di Parola, presentato da Mons. Dario Edoardo Viganò è poi proseguito con l’introspezione psicologica, sul filo dell’obiezione di coscienza e del libero arbitrio, nei profondi e misteriosi dialoghi dei due personaggi dello spettacolo Colloquia, racconto di storia veramente vissuta che portò al patto salvifico di “Orvieto città aperta”. E ancora, la commedia Solo cose belle di Kristian Gianfreda, dove la realtà semplice e profetica di una casa famiglia di don Benzi converte lo sguardo dal pregiudizio e dagli stereotipi, guidando lo sguardo in un mondo ai margini in cui tutti sembrano sbagliati, ma in realtà sono solo umani, o l’incontro con la giornalista e scrittrice Costanza Miriano che sul tema della famiglia, soprattutto quella cristiana fondata sul matrimonio, ha posto il luogo naturale della vocazione e della conversione quotidiana. Fino al film Diec, il miracolo di Illegio di Thomas Turolo che ha posto l’accento sulla rinascita di un’intera comunità, il suo senso socio-culturale e religioso, che si rinsalda attorno a un momento condiviso di bellezza e, attraverso la passione per l’arte di due sacerdoti e la finalizzazione condivisa di un progetto, riesce a trasformare un intero territorio, diventando paradigma di speranza, e al docu-film Segnidove i miracoli eucaristici, più che un fenomeno soprannaturale, rappresentano piuttosto una cesura tra un prima e un dopo, un avvenimento che non lascia più uguali a prima, trasformando un intero popolo da spettatore in testimone.
“Gli eventi del Festival Arte e Fede – commenta il direttore artistico Alessandro Lardani – hanno cercato di provocare domande anziché dare risposte, per suscitare liberamente desideri, emozioni, idee e (in)decisioni di cambiamento, in un processo di conversione che è poi lo stesso attraverso il quale si realizza l’Eucaristia: la sostanza del Corpo di Cristo prende il posto della sostanza del pane. In questo senso la Festa del Corpus Domini rappresenta una festa provocante, perché ci trasforma e il Festival ha voluto che lo fosse altrettanto culturalmente. Orvieto e Bolsena sono due luoghi segnati (cioè trasformati dal segno) e due comunità privilegiate che possono testimoniare insieme la loro fede. 
Il Festival vuole proseguire questo dialogo, avviandosi alla prossima quindicesima Edizione e continuando a coinvolgere le Istituzioni, i cittadini e il pubblico per celebrare un giubileo annuale di Arte e Fede. Tutti gli ospiti intervenuti, in questi anni, hanno respirato un’atmosfera unica accettando il nostro invito e rendendo queste città ancora più uniche. Questo può continuare a generare bellezza, speranza e nuove opportunità per le famiglie e per il nostro Territorio, in base alla generosità e alla capacità di accoglienza che sapremo coltivare”.
Il Festival è organizzato e promosso dall’Associazione Culturale Iubilarte, in collaborazione con il Comune di Orvieto / Assessorato alla Cultura e la Diocesi di Orvieto-Todi, con il sostegno del Capitolo della Basilica Cattedrale e dell’Opera del Duomo di Orvieto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, del Comune di Bolsena, della Basilica Santa Cristina, di Vittoria Assicurazioni, di BCC Umbria Credito Cooperativo, del Gal Trasimeno-Orvietano con il patrocinio della Provincia di Terni, della Regione dell’Umbria, della Conferenza Episcopale Umbra e dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni  Sociali  della  Conferenza  Episcopale  Italiana.

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