Orvieto, una favola d’altri tempi. Questo matrimonio s’ha da fare!

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di: Roberto A. Basili

 

Peppino è un giovane nobile, di aspetto e capigliatura piacevoli. Vive in un castello importante, ma ormai un po’ sgangherato. Deve tentare di rimetterlo in piedi, ma ha solo 3.700 scudi e di soldi ne servono molti di più.

Franca è una ragazza della buona borghesia cittadina, non più giovane e nemmeno di particolare avvenenza, ma così vogliosa di un blasone da aver creduto di riuscire a conquistarlo da sola. Ma all’apparir del vero…. Quando si dice la vanità è donna!

Dalla sua però vanta una dote di ben 1800 scudi.

I due non si amano. Anzi, nelle passate settimane se le sono dette di ogni, finché il Valentino, vecchio e saggio signore delle Alte colline, che sa vedere lontano, è intervenuto per imporre moderazione. I vecchi dispongono sempre di straordinari mezzi di convincimento!

Al giovane nobile, quando pensa ai 1800 scudi, brillano gli occhi. Così Peppino rompe gli indugi e chiede Franca in sposa. La donna a stento nasconde la contentezza: il blasone tanto sognato può divenire realtà. Ma in famiglia non c’è accordo; la sorella di Franca e il di lei marito, che vantano pretese su gran parte dei 1800 scudi, temono di restare a bocca asciutta e di essere destinati, in povertà, a una vita di stenti.

I più ritengono che questo matrimonio s’ha da fare! Spesso però capita che il Diavolo fa le pentole, e non i coperchi.

Nella favola entra anche Roberta, anch’essa donna della buona borghesia, già blasonata quando andò in sposa a un vecchio Signore di un nobile Casato dalmata, dal quale divorziò dopo 5 anni.

La differenza di età uccide anche i grandi amori. Così va il mondo!

E’ giovane, lei sì avvenente, rifiuta con garbo tutto femminile i corteggiatori. Sa di essere amata dal suo popolo, è intelligente, determinata e ricca di ben 4800 scudi. Tra pochi mesi poi, il Casato al quale appartiene, allargherà i propri possedimenti; e avere una liaison, un filo diretto, con il nuovo Governatore della Regione vale molto più di pochi spiccioli.

Come finirà? Molti confidano che il 9 giugno – festa della Palombella – la Colomba saprà illuminare i sudditi dello sgangherato castello.

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