Giuseppe Germani, “i nuovi scenari del turismo e il vecchio abbaiare alla luna”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del sindaco uscente e candidato Giuseppe Germani sul turismo

 

In Orvieto e nel territorio, il turismo genera, grossomodo, la metà del valore economico prodotto dalla nostra comunità. I dati sugli afflussi turistici indicano che il fenomeno è in crescita. La città e il territorio godono di un patrimonio ambientale e culturale, materiale e immateriale, decisamente interessante; ma se questo patrimonio funziona come attrattore turistico, per i molti turismi, si deve alle politiche adottate. Solo per fare qualche esempio, negli ultimi anni, il Comune ha contribuito allo sviluppo di una cultura dell’accoglienza e all’elevazione degli standard di ospitalità; al coordinamento efficace dell’offerta museale e più in generale di tutto il sistema costituito da“I Luoghi della cultura”; al Cartellone degli eventi spettacolari e cittadini (per es. UmbriaJazz Winter, la programmazione del teatro Mancinelli, il Corteo storico del Corpus Domini, il Festival dei Diritti Umani, Orvieto Cinema Fest, Ludi alla Fortezza, Tango festival etc.); a sostenere il turismo congressuale; a valorizzare il territorio che con i suoi pittoreschi borghi, gli scenari naturalistici e le testimonianze di storia sociale è un museo diffuso, un ecomuseo ante litteram.
È in questo scenario, dinamico e mutevole e per il suo sviluppo che intendiamo sviluppare il lavoro della Consulta per lo sviluppo economico: osservatorio, laboratorio, cabina di regia. Che coinvolga tutti gli operatori, dell’alberghiero come dell’extralberghiero.
Sul turismo orvietano invece, il presidente di Federalberghi, incidentalmente nelle liste di un candidato sindaco, incidentalmente intervistato dal presentatore di quel candidato sindaco, vede nero. L’abusivismo e il lavoro sommerso ad Orvieto “la fanno da padrone” strilla un articolo di qualche giorno fa. A riprova il fatto che, nel fiorente mercato dell’extralberghiero, ci sarebbero solo 51 case registrate. Con una semplice richiesta allo Sportello Unico per le Attività Produttive, abbiamo invece riscontrato 83 case vacanza e 106 locazioni per finalità turistiche.
Calma e gesso, dunque. Non è così che si tutelano gli interessi di categoria.
Il fenomeno del sommerso c’è purtroppo, ma non è prerogativa esclusiva di un solo settore: dobbiamo analizzarlo, capirlo e mettere in atto strategie efficaci di contrasto. Che passano anzitutto da rinnovate visioni della cultura turistica locale, dalla comprensione della particolarità dei flussi turistici nazionali e internazionali che gravitano su Orvieto, dalla consapevolezza di poter differenziare l’offerta turistica dei vari settori in maniera collaborativa indirizzandola ai vari target, dalla necessità di rivedere la catena di produzione del valore nel settore turistico, dalla
valutazione degli impatti sociali del turismo sulla nostra comunità. Senza tutto ciò le intemerate da campagna elettorale altro non sono che il fastidioso abbaiare alla luna.

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