Caro Giorgio ti scrivo…così ti rispondo un po’. Come vedi niente censure ma solo alcuni punti per riflettere a 360 gradi

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Caro Giorgio Santelli, collega che non hai voluto dare solidarietà,

ho letto la tua lettera che ci hai inviato per mail ma che poi mi sono ritrovato su fb, primo atto di poca cortesia, forse temendo che censurassimo.  Non è nel mio stile censurare così come non ho fatto per il famoso comunicato a nome della maggioranza del PD.  E’ chiaro che appena ci è giunta notifica ci siamo attivati con i nostri canali per trovare un accordo e in tal senso Francesco Paolo Li Donni ti ha contattato, come collega e persona considerata vicina all’attuale sindaco.  Ci è stato richiesto del tempo direttamente dal sindaco, esattamente 48 ore. Siamo così arrivati al 26 aprile.  Abbiamo chiesto l’intervento del commissario regionale del PD Verini che ci ha chiesto tempo fino al 2 maggio.  Fatto.  E’ nel frattempo intervenuto l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, sempre da noi interessato, e ancora 24 ore di attesa.  Siamo così arrivati al 4 maggio.  Abbiamo così spiegato in un corsivo la nostra posizione.  Non prendiamoci in giro la mediazione è il prodromo obbligatorio della successiva denuncia.  Noi abbiamo atteso senza ricevere alcuna risposta in merito.  La citazione, chiamata, denuncia, chiamala come vuoi, è di parte e in quanto tale, la parte in questione può ritirarla come e quando vuole senza attendere il 28 maggio proprio in data successiva alla tornata elettorale.

Capitolo scuse e lezioni deontologiche

Le lezioni sullo stile giornalistico proprio non me le sarei aspettate.  Comunque, è certo che non è oro colato un comunicato stampa, ma sicuramente una fonte privilegiata.  I piccoli giornali soffrono più dei grandi la mancanza di “risorse umane” in parole povere di chi “sta in cucina” come si dice in gergo a lavorare i comunicati.  Spesso lavorare significa correggere i tanti sfondoni grammaticali e sintattici, attualizzare le date a seconda del tipo di mezzo d’informazione e poco altro.  Nello specifico, visto il clima di scontro altissimo, ho deciso, come direttore responsabile, di pubblicare tutti i comunicati provenienti da fonti da noi ritenute attendibili, con la formula “riceviamo e pubblichiamo”.  L’opinione l’ho lasciata ai corsivi, tanti, che in quelle settimane ho scritto svelando retroscena, malumori e prendendo posizione sui cosiddetti “candidati a perdere”, richiamando all’unità, con scarso successo devo dire, sia a destra che a sinistra.  Il comunicato era durissimo così come sono durissime le dichiarazioni che tramite microfono quasi giornalmente possiamo ascoltare sui leader politici da parte dei loro avversari politici.  Non so se è più grave il riferimento ai barattoli di marmellata o la definizione, per puro esempio, di ministro della malavita appioppato a un notissimo leader politico odierno da un altrettanto notissimo scrittore; sempre come esempio Andreotti è stato accusato di ogni cosa ma mai ha querelato un giornale.

Un mio maestro un giorno riprese le parole di tale Enzo Biagi, “un bravo giornalista deve stare antipatico a turno a tutti, non può avere amici”.

Detto ciò quali scuse?  Io non avrò sentito Germani per una replica ma tante volte proprio Germani mi ha chiamato, anche alterato, per chiedermi conto di articoli pubblicati, per chiedere aiuto nel far comprendere meglio un atto, per litigare anche duramente ma per poi trovare un punto di caduta comune.  Qui non c’è stata replica, nella maniera più assoluta eppure c’è lo strumento definito per legge della richiesta di replica e rettifica, non richiesto.

Le mosse di Germani

Legittimamente il primo cittadino chiede un risarcimento, altrettanto legittimamente ci difenderemo come piccolo giornale online locale.  Ma per completezza, altrimenti veramente potremmo sembrare quello che non siamo, hai omesso di ricordare che lo stesso comunicato integrale è stato pubblicato da un’altra testata locale, elaborato ma con tutti i virgolettati “incriminati” da un altro quotidiano e un articolo è stato pubblicato da un terzo quotidiano nazionale.

Perché noi siamo colpevoli, insieme ad altri due quotidiani, di diffamazione a mezzo stampa e gli altri no?  Come è potuto succedere che ci si è dimenticati?  Quando si vuole chiedere giustizia di solito si preparano tutti i documenti favorevoli alla propria tesi.

Confronto pubblico fra candidati

Qui veramente ti sei superato e come diceva sempre Andreotti “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.  Ti ho invitato a condurre il confronto ben prima del comunicato d’inizio aprile.  Il tuo rifiuto è arrivato ben prima della denuncia di Germani e alla mia domanda sul perché non mi hai detto “per le regole poco chiare” ma con un sibillino “vedrai”.  Onestamente pensavo ad una tua possibile candidatura in una delle liste collegate all’attuale sindaco, per essere chiari.  Sulla faziosità, ti prego, niente lezioni.  Io faccio il cronista e riporto quello che vedo e sento.  Laddove c’è malcontento lo riporto.  Non ho mai fatto sconti e ancora ricordo una durissima discussione con l’allora vice-sindaco Roberta Tardani, sempre a titolo esemplificativo, così come ricordo le discussioni con altri rappresentanti delle opposizioni e della maggioranza.  Anche il prossimo sindaco e la prossima giunta non avranno sconti da parte nostra se non pochi mesi che concederemo come periodo di rodaggio.

Il sottoscritto, però, e spero che per onestà intellettuale lo ricordi anche il sindaco, quando sono stato interpellato per le Aree Interne o per una possibile conferenza sul credito locale ho aderito convintamente alla richiesta.  Così è stato con tutti gli assessori che ho intervistato in questi cinque anni, senza agguati ma affrontando i temi di attualità e i problemi.

Io sono un giornalista professionista dal ’96.  Ho diretto Tutta Finanza, quotidiano economico glocal, dove hai lavorato anche tu come praticante per poi divenire professionista; mensili d’opinione; ho lavorato al quotidiano L’Opinione occupandomi di politica estera in un momento piuttosto complesso con la guerra in Bosnia e poi la pace raggiunta dopo lunghi negoziati.  Ho lavorato poi per altri quotidiani intervistando Netanhyau e Rabin.  Insomma, conosco la professione e se con OrvietoLife organizziamo un confronto pubblico scelgo io il conduttore.  Certamente la par condicio ci obbliga ad essere equidistanti e a porre le domande in maniera paritetica a tutti i candidati, quindi nessun timore per Germani.  Non ci saranno agguati come non ne ho mai fatti.  Sono un professionista e ci tengo e saranno invitati tutti i quotidiani online e cartacei della città a partecipare.  Ma di una cosa sono certo, che il confronto si farà viste anche le regole del CoReCom che ci obbliga ad invitare tutti ma non a bloccare la trasmissione nel caso in cui qualcuno rifiuti.

 

Precisazioni

  • Non pubblicherò l’atto perché non lo ritengo corretto e nella tua lettera ci sono solo due brevi omissis per evitare ulteriori denunce, ma chi vuole può andare sul tuo profilo fb e leggere tranquillamente;
  • Per la precisione, Claudio Lattanzi e Vincenzo Carducci non sono citati direttamente nella mediazione ma solo le loro testate e i relativi direttori;
  • Fake news sono le notizie false. Qui siamo in presenza di un comunicato arrivato dalla mail del PD a nome di due mozioni congressuali.  C’è una feroce critica politica.  Non è una notizia questa?
  • A me non fa piacere essere chiamato “velinaro”, essere accusato di aver utilizzato “regole poco chiare” per scegliere un conduttore per un programma televisivo; essere accusato di aver scritto “cazzate” ma non per questo cito in giudizio nonostante tali affermazioni siano lesive della mia professionalità, accetto e rispondo con il mio stile;
  • In quanto iscritto ad un ordine professionale e lì che, nel caso, devo rispondere delle mie azioni e mi pare che l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria abbia espresso la sua opinione in maniera chiara e netta;
  • Chi vuole può andarsi a leggere il comunicato e formarsi una propria opinione: come dovresti sapere ripubblicare significherebbe reiterare il reato secondo la giurisprudenza;
  • Da quanto scrivi devo quindi intendere come un rifiuto al confronto da parte del candidato sindaco Germani? A che titolo lo scrivi da privato cittadino o da giornalista?  La domanda non è peregrina visto che in uno dei corsi di aggiornamento obbligatori ci hanno spiegato che il giornalista rimane tale anche da privato cittadino ed anche sui propri profili social.
  • Germani stralcia? Bene, non posso che essere contento ma verba volant.  Vogliamo un documento scritto così come per Pec ci è arrivata la convocazione alla mediazione per il 28 maggio e passare tutta una campagna elettorale con questa spada di Damocle sulle spalle non è certo comodo.
  • OrvietoLIfe non è di parte, non è fazioso ma da sempre concede spazio a tutti. Raccontiamo la città dal punto di vista del cittadino medio.  Mi sembra che in questa fiacca e ribadisco velenosa campagna elettorale, proprio i temi che abbiamo portato all’attenzione pubblica siano al centro del dibattito: viabilità del centro storico, mobilità alternativa, trasporto pubblico, turismo, eventi e grandi eventi, senso civico, raccolta differenziata, problemi della sanità, discarica, internet a banda larga e fibra, soluzioni innovative per il commercio, contenitori del centro storico, museo del corteo storico.  Questo solo per citare alcuni argomenti.  Questo significa essere fazioisi?  Esprimere una propria opinione significa essere faziosi?  Non essere sempre dalla parte della maggioranza significa essere faziosi?  Se sì allora lo ammetto siamo faziosi, molto faziosi perché teniamo ad Orvieto e al futuro dei cittadini, dei giovani, dei pendolari, degli ammalati, degli anziani di Orvieto.

Noi non parteggiamo per uno o l’altro candidato ma ascoltiamo, riprendiamo e mettiamo online tutti.  Abbiamo un solo limite, lo ammetto, siamo in pochi e ogni tanto capita di saltare qualche appuntamento e capiterà anche in futuro, ma solo per mancanza di risorse.

Ad maiora

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