E’ una campagna elettorale atipica. Noi chiamati alla “mediazione” ma il confronto lo vogliamo fare lo stesso

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Il 26 maggio si avvicina e le liste con i candidati a sindaco si presentano in un tourbillon di date, appuntamenti e piazze.  Ogni volta c’è l’elenco dei desiderata, qualche piccolo accenno a cosa si vuol fare per Orvieto e poi i soliti mantra dei contenitori vuoti, troppi, dell’ex-ospedale, del bilancio risanato o non, a seconda da che parte si guarda.  Manca completamente il come e soprattutto con chi.

Manca dal dibattito tutto il tema della sfida digitale che a Orvieto arranca perché non si riesce a portare la fibra in ogni dove.  Manca il tema del rilancio economico della città.  Manca il tema del credito alle aziende.  Manca il tema della crescita delle imprese orvietane che presuppone un ruolo della politica attivo e propositivo.

OrvietoLife proprio per questo ha lanciato da tempo la sfida del confronto pubblico tra candidati.  La data è già stata fissata per il 15 maggio, come anche la location, l’Aula del Dialogo al Centro Studi Città di Orvieto.  Tutto è pronto ma nel frattempo si è improvvisamente avvelenato il clima.  Ormai la campagna elettorale sembra che si combatta non più nelle piazze, fisiche o digitali, ma con le carte bollate e le richieste di denaro e rettifiche continue.  In molti ci hanno chiesto in queste ultime settimane perché il giornale fosse così distaccato dalla politica.  Semplicemente perché ci è arrivata una richiesta di mediazione, primo passo di ulteriori procedimenti, da parte del sindaco uscente.  Siamo “rei” di aver pubblicato un comunicato stampa inviato dalla mail ufficiale del PD, lo stesso partito del sindaco, che criticava aspramente e con toni veementi la scelta del segretario regionale Bocci di candidare a sindaco per il partito proprio il primo cittadino.

OrvietoLife aveva scelto da tempo di seguire la guerra fratricida del PD dando spazio ai comunicati per la cronaca, in maniera diretta e asettica per non entrare a gamba tesa e parteggiare con alcuno dei contendenti.  Certamente non sono mancati corsivi in cui, invece, abbiamo espresso la nostra opinione in merito alla guerra in atto non solo nel Pd.  Anche nel centro-destra c’erano e ci sono mal di pancia e più volte abbiamo scritto che solo con l’unità si poteva sperare di raggiungere una vittoria chiara al primo o al secondo turno elettorale.  Lungi da noi voler dare lezioni, ci mancherebbe, ma esporre una nostra tesi sì.  I partiti non hanno seguito la strada dell’unità e le liste rappresentano perfettamente il panorama politico orvietano.

Ci siamo ritrovati chiamati a mediazione insieme ad altri due giornali perché più rei di altri che hanno pubblicato in tutto o in parte lo stesso comunicato senza però conseguenze.  Si è instaurato, insomma, un clima pessimo nonostante la volontà di arrivare ad un accordo con tempi che vanno dilatandosi troppo.  La campagna elettorale c’è ora e ora dobbiamo seguirla, non dopo il 26 maggio.

Ringraziamo in primis il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, che ha stigmatizzato duramente l’accaduto esprimendo la massima solidarietà.  Ringraziamo i colleghi tutti, sia chi ha solidarizzato sia chi ha posto dei distinguo, e soprattutto i tanti lettori che ci fermano per strada e che ci hanno scritto in privato.  Noi ribadiamo la nostra volontà di andare avanti a raccontare Orvieto e la politica orvietana senza fare sconti, a destra e a sinistra, e confermiamo la volontà di organizzare il confronto pubblico il prossimo 15 maggio.  Alcuni candidati hanno già espresso la volontà di partecipare, altri ancora non hanno dato risposta che attendiamo ancora per qualche giorno.  L’unica cosa che intendiamo conoscere è il perché dell’eventuale no sia per rispetto nei confronti degli altri competitor politici sia nei confronti dei cittadini.

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  • Massimo Gnagnarini

    Premessa la mia stima e amicizia verso OrvietoLIFE, testimoniata da anni di reciproca attenzione e anche collaborazione e senza entrare nel merito dell’episodio giudiziario evocato, vorrei aggiungere alcune osservazioni.
    1) E’ vero questa campagna elettorale non presenta occasioni di confronto diretto tra i candidati non solo tra i candidati a sindaco ma neanche tra le seconde file o meglio tra i candidati al Consiglio comunale.
    2) Risulta che il centro destra sarebbe stato invitato a partecipare ad incontri televisivi nei quali confrontare con esponenti dell’amministrazione le posizioni sui temi principali, ma non si è reso disponibile a questo tipo di attività.
    3) Paradossalmente l’amministrazione uscente nelle ultime settimane è stata più impegnata e incalzata dalla stampa che dai candidati concorrenti.
    In conclusione se la campagna elettorale scorre su racconti paralleli senza mai intercettarsi tra loro , non offrendo agli elettori riscontri di dati e di informazioni contestabili, è solo conseguenza di una precisa scelta tattica di chi da sfidante si sente già la vittoria in tasca.
    Leggittimo.
    Ma la stampa , oggettivamente, potrebbe fare di più ovvero promuovere più confronti nell’interesse pubblico.

    Massimo Gnagnarini

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