La Psicoanalisi è utile a tutti, tranne che ai “matti”

Questo articolo è stato letto 310 volte
È bene chiarirlo sin da subito:
mi concedo questa incursione in un campo in cui non ho competenza tecnico-professionale, ma solo esperienza diretta sul campo come analizzato e conoscenza tratta dalla passione che è scaturita successivamente per la materia e quindi dallo studio, dalle letture fatte su testi di riferimento. C’è da dire per stessa ammissione di analisti professionisti oltre che di insigni studiosi, che si conosce molto più della psicoanalisi attraverso la pratica, la clinica quindi, avendo un’analisi sulle spalle, o con una battuta, alle spalle, visto che il terapeuta si trova dietro al lettino, che non, o non soltanto facendo esami universitari e letture. Insomma una laurea in psicologia non fa uno Psicoanalista. Questo non lo dico io sia chiaro.
Dopo la mia esperienza personale con un analista della Società Psicoanalitica Italiana, mi sono appassionato anche alla materia ed ho approfondito le teorie, che avevo sperimentato su di me, affrontando i principali autori. Sono partito dai riferimenti classici, passando per quelli moderni e giù giù iniziato ad affrontare i contemporanei, dagli approcci diversi e dalle teorie innovative.
Ho cercato di essere il più possibile aperto provando a recepire tutto senza pregiudizi, troppi freni o resistenze. Certo voglio dichiarare serenamente che quello a cui mi rifaccio è il modello freudiano, ma senza credere che sia l’unico o il più adatto ad attraversare i vasti territori dello studio della psiche e soprattutto a funzionare come cura. Insomma mi definisco un freudiano, ma senza essere un fondamentalista o un ortodosso. Non c’è dubbio però che è altrettanto onesto affermare che chiunque voglia approcciare o avvicinarsi alla psicoanalisi da lì, in qualche modo, dovrebbe partire.
Successivamente magari superarlo ( non tutto di Freud oggi è valido) prenderne le distanze, scegliere una propria strada, nuova e diversa. Fare del resto come col pensiero che è pieno di biforcazioni, deviazioni, andate e ritorni circolare in qualche modo. In questo caso si può parafrasare il motto romano: non solo una strada porta alla conoscenza e soprattutto alla consapevolezza.
Fatto questo lungo preambolo vengo al nocciolo e al titolo da cui nasce a questa lunga riflessione: credo che la Psicoanalisi sia uno strumento di cura, conoscenza e consapevolezza che può essere utile a tutti, indirizzata a tantissime persone, se non alla totalità degli esseri umani.
Viviamo nell’epoca nevrotica per eccellenza, è quindi in primis uno strumento valido per i nevrotici e una larghissima percentuale della popolazione mondiale lo è, poi può essere utilizzata per percentuali inferiori con altre patologie più marcate, come depressione, forme lievi di schizofrenia, patologie borderline, disturbi di personalità e forse ti stupirà anche per alcune forme di autismo, per non parlare poi di casi di malattie psicosomatiche. L’unica malattia su cui la Psicoanalisi invece non può praticamente nulla è quella mentale: la follia per capirci.
Lì nemmeno gli psicofarmaci possono. Mi sia consentito di dire che oltre ad essere una leggerezza e anche una forma di difesa, è soprattutto un’occasione persa per progredire sulla via della serenità, affermare che in analisi ci dovrebbero andare gli altri, pensando che si sia esenti noi stessi dal bisogno, dato che come affermato la Psicoanalisi è utile per tutti, nessuno escluso, tranne nei casi di demenza o schizofrenia paranoide o patologie di altrettanta grave entità; detto in soldoni per i cosiddetti “matti”.
Non apro questo capitolo che ci porterebbe davvero lontano e in cui non mi sento di dare risposte, specie se definitive. Ho solo voluto dare qualche suggestione e stimolo di riflessione che ognuno potrà continuare o approfondire per conto proprio o se vorrà anche condividere qui. Spero che questo non venga preso come una polemica, ma solo come atto dovuto per fare chiarezza su un tema che ho molto a cuore e che davvero mi piacerebbe possa iniziare a interessare molte persone, amici virtuali e non.

Comments

comments


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *