Cari candidati, non scordatevi della biblioteca. L’appello del cittadino Francesco Barberani

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Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo l’articolo di Francesco Barberani che punta l’obiettivo sul futuro prossimo della biblioteca comunale che soffre la mancanza di personale.  Nel passato si era puntato molto sulla struttura forse lasciando in secondo piano proprio la fruibilitĂ  e il numero di operatori necessari per far funzionare a pieno ritmo un luogo di cultura di primaria importanza per la cittĂ .

 

Aprile 2019. Un mese e mezzo alle elezioni. periodo di convulsioni (e compulsioni) per chiudere le liste, presentare un programma (fattibile) alla cittĂ , e promuoverlo in lungo ed in largo lungo tutto il territorio comunale.

Programmi. E’ qui che vorrei soffermare questa mia breve riflessione. Non sono appassionato sulle contese interne alle aree di centro destra e centro sinistra, ma, da amante della mia città, mi interessa sapere che tipo di politiche saranno prese dal futuro sindaco. E qui, come faccio da tempo, mi premo di suggerire ai candidati, di inserire come punto centrale del loro “business plan” politico – culturale, un punto che, secondo l’opinione di chi scrive, deve essere centrale: la nostra biblioteca comunale.

La funzione e il ruolo delle biblioteche pubbliche continua ad essere di primaria importanza per una cittĂ  a vocazione culturale come Orvieto. Non tutti possono permettersi di acquistare libri, soprattutto i giovanissimi (specialmente in particolare in tempi di crisi). Del resto, se riconosciamo la funzione formativa della lettura, non possiamo non sottolineare l’importanza delle biblioteche.  Sin dalla mia infanzia ho attinto a piene mani dalla biblioteca comunale della mia cittĂ . Ricordo ancora l’entusiasmo provato nel trovare il testo che stavo cercando.   Bisogna continuare a puntare sulle biblioteche, investendo risorse (che so che potrebbero essere un problema) per implementarle e per approvvigionarle di testi, per metterle in rete e per consentire loro di dotarsi di un “nuovo ruolo”.

Penso che le biblioteche oggi non debbano essere considerate come un mero posto dove trovare e leggere libri, ma invece debbano essere viste come un asset imprescindibile della nostra città (e comunità); si deve spingere verso una ricostruzione del concetto tradizionale di biblioteca. un polo culturale, un laboratorio di idee e di talenti; un organizzatore di eventi, dotato dei più recenti strumenti digitali e tecnologici, possibilmente aperto anche durante il fine settimana. Un luogo che si ponga come alternativa, soprattutto per i giovani, alle passeggiate all’interno dei centri commerciali.

Spero, quindi, che il prossimo quinquennio amministrativo sia l’occasione giusta per dare a questo posto il giusto ruolo che merita.

 

Francesco Barberani

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