Ciao Giuseppe! Il tuo salto più alto ti sia lieve

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E’ sempre un compito difficile quello di provare a ricordare una figura che s’incontrava nel quotidiano, un veloce saluto delle volte, altre ci si fermava per scambiare qualche battuta, per ricordare, per ridere e, magari, prendere in giro la figlia Alessandra.  Eppure prima o poi succede.  Giuseppe Carnevali, bisogna ricordarlo prima di tutto come atleta, perché era il suo vanto, la sua perla, la sua passione.  Oggi più che mai che ha spiccato il salto più alto, il suo vero record.  Ma “Peppe”, così lo chiamavamo tutti, giovani e non, era l’appuntamento fisso, con il suo piccolo “bolide” rosso lo trovavi puntuale sul corso ad assaggiare l’aria orvietana verace, poi dal suo amico Reno Montanucci per la colazione d’obbligo, frugale per carità, ma lì un passaggio si faceva sempre.  E un ricordo di commozione vera eccolo che spunta dalla memoria.  Giuseppe è voluto entrare da Montanucci, stranamente chiuso, per salutare il suo amico di sempre Reno.  E’ arrivato fin dentro col suo “bolide” e poi, un po’ titubante, è sceso per i pochi scalini che lo hanno portato davanti a Reno.  Le lacrime sincere dell’amico per l’amico che ci aveva lasciato.

Peppe, orvietano verace, non te ne faceva passare una, sempre con la risposta pronta a ricordare il suo passato, a ricordarti quell’evento di decenni fa, quell’episodio, quel personaggio della Orvieto che fu.  Quella città di cui rischiamo di perdere la memoria perché nessuno ha provato a scrivere per rendere il ricordo certo, riconoscibile per tutti.  Poi non potevi non notare Giuseppe, sempre vestito con colori sgargianti a segnare la sua giovinezza interiore, vera, quella che lo rendeva più moderno di qualche millennials.  E poi è fisso nella mente quel suo sorriso altrettanto vero e sincero, perché se “gli giravano” il sorriso non c’era, perché non era di circostanza, non era per tutti, insomma.

E allora, visto che la tristezza non era prevista dall’atleta, ciao Peppe, che ho potuto conoscere e frequentare sul corso, ciao grande sportivo, socio fondatore del Panathlon di Orvieto, campione italiano di salto in alto, portiere dell’Orvietana, maestro federale di tennis e tante altre cose, piccole e grandi.

Chiudiamo queste breve ricordo con la frase commovente della figlia Alessandra, “Oggi mio padre Peppino ha fatto il suo ultimo salto in alto, ma è rimasto in cielo!”.

Le redazioni di OrvietoLIFE e OrvietoSPORT si uniscono con grande affetto al grande dolore che ha colpito la famiglia Carnevali. In particolare giungano le nostre più sentite condoglianze alle figlie Valeria e Alessandra, al marito Stefano e ai figli per la perdita del caro Giuseppe.

 

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