Fratello e Sorella muoiono nello stesso giorno ma niente sepoltura a Orvieto

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Uniti nella vita, uniti nella morte, separati nella sepoltura. E’ questo il triste e beffardo destino toccato in sorte a Gino e Giuseppa Goletti, fratello e sorella, 81 anni lui, 84 lei, entrambi cittadini orvietani che lunedì 11 marzo scorso sono deceduti, entrambi nello stesso giorno, a poche ore di distanza l’una dall’altro al “Santa Maria della Stella” di Orvieto.

L’uomo si trovava ricoverato da qualche giorno nell’ospedale orvietano quando purtroppo è morto,l’11 marzo intorno alle 15. La sorella invece, ha dapprima accusato un malore quando è andata a salutare per l’ultima volta il fratello, la cui salma nel frattempo era stata composta nell’obitorio della struttura ospedaliera, per poi accasciarsi a terra, intorno alle 18, dello stesso giorno, afflitta dal dolore ai piedi della bara del congiunto.

A raccontare la triste vicenda è Consilia Goletti, 83 anni, residente a Ciconia, sorella dei due. Oltre a piangerli, com’è giusto e umano che sia, affranta e inconsolabile nel dolore per la perdita improvvisa dei due fratelli, Consilia è anche delusa e incredula per non averli potuti seppellire l’una accanto all’altro, né al civico cimitero di Orvieto, né in quello della Capretta, perché, e qui sta la beffa, non ci sarebbero posti disponibili.

Così dopo le esequie, celebrate prima per Gino e poi per Giuseppa, l’uno è dovuto andare a riposare, probabilmente per sempre – la famiglia non dispera che si trovi una soluzione e che i due fratelli possano presto ricongiungersi oltre che in cielo anche nello stesso posto in terra – nel cimitero di San Venanzo dove risiede una delle figlie, e l’altra è stata seppellita momentaneamente a Montecchio in un loculo messo a disposizione da parenti lì residenti. Di fronte all’alternativa prospettata dagli addetti cimiteriali di Orvieto di collocare le due salme in “deposito” in attesa di posti liberi, la famiglia non ha avuto dubbi e ha accettato a malincuore di separare, sperando solo per il momento, i due fratelli.

Ma i parenti sono tutti anziani, le sorelle dei due defunti, la vedova del primo e il vedovo della seconda sono anch’essi ottantenni e l’aver potuto sapere vicine le tombe dei propri cari sarebbe stato per loro di conforto, se non altro sarebbe stato meno complicato poterli andare a trovare quanto più spesso possibile.

Dal comune di Orvieto, sulla vicenda, interviene l’assessore ai Lavori pubblici Floriano Custolino che, sentito telefonicamente, da un lato spiega che evidentemente non era proprio possibile accontentare i due cittadini nei tempi brevissimi che purtroppo i decessi impongono per la sepoltura, anche se afferma che “posti di recupero nella parte vecchia del cimitero di Orvieto ci sono, certo magari non vicini” ma dall’altro pone l’accento su una problematica altrettanto non di poco conto ovvero l’impossibilità da parte del comune di tornare in possesso di loculi utilizzati per più di 50 anni.

“Il problema – spiega Custolino – è che spesso nessuno risponde al sollecito di liberare i loculi alla scadenza della concessione”. Gli uffici competenti quindi non ottengono risposte, vuoi perché magari risulta loro impossibile rintracciare gli eredi, vuoi perché si ipotizza che gli eredi stessi non rispondano al sollecito proprio per non pagare di nuovo la concessione. “Pertanto – aggiunge l’assessore – il comune, senza l’autorizzazione degli eredi, si trova impossibilitato a intervenire sui loculi più vecchi” che, seppur svincolati dalla concessione di 50 anni come previsto dai contratti, restano di fatto fuori della disponibilità per le nuove sepolture.

Sulla questione cimiteri era intervenuto anche il sindaco Giuseppe Germani, quando a gennaio, nel consueto rapporto di fine/inizio anno aveva annunciato l’attivazione delle procedure di affidamento dei lavori, il cui avvio è previsto nel corso del 2019, sia per l’ampliamento del Civico Cimitero di Orvieto per uno stanziamento di 200.000 euro sia l’ampliamento di quello di Morrano con relativa procedura di esproprio per pubblica utilità a fronte di un investimento di 180.000 euro. I nuovi posti, a questo punto in grado di dare immediata risposta alle esigenze di sepoltura, sarebbero circa 200.

 

 

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