I candidati iniziano ad affollarsi tra assurde lotte fratricide, accordi, incontri e ancora pochi programmi

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Mancano poco più di due mesi alle elezioni comunali ma ancora gli schieramenti, i candidati e i programmi sono una chimera o poco più.  Andrea Mazza, candidato civico che voleva tentare di unire il centro-destra alla fine ha rinunciato alla corsa anche per alcune pressioni di cattivo gusto, così come ha spiegato nel comunicato ufficiale.  Il gruppo di riferimento continua a sondare il terreno alla ricerca di un nuovo candidato di livello da contrapporre alla candidata Roberta Tardani che ad oggi può contare sull’appoggio della Lega mentre il resto del centro-destra continua a dilaniarsi in una lotta fratricida che potrebbe anche favorire, alla fine, l’avversario Germani o PD, anche se qui non abbiamo notizie ancora certe.  Insomma il centro-destra potrebbe andare agevolmente al governo di Orvieto ma unito e invece è una famiglia scoppiata, divisa e in lite su tutto o quasi.  C’è voglia di contarsi in attesa del 2020 quando si voterà per la Regione per presentarsi come i veri rappresentanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre quasi tutta la Lega è ordinatamente schierata con Tardani.  Dal cilindro dell’area Meffi potrebbe uscire Toni Concina ma sarebbe una difficile battaglia, veramente fratricida visto che l’avversario da battere sarebbe la sua ex-vicesindaco Roberta Tardani, uno dei pochi in giunta a durare ben cinque anni.

Ma se il centro-destra piange anche il centro-sinistra non ride, anzi, singhiozza.  I circoli del PD hanno dato il loro appoggio al candidato Giuseppe Germani ma la segreteria è ancora alla ricerca di un’alternativa credibile e valida.  Sembra che stiano passando in rassegna l’elenco telefonico di Orvieto e dintorni ricevendo tanti “no, grazie!”.  Gli imprenditori interpellati hanno detto di no, così il presidente dell’ordine dei giornalisti, Roberto Conticelli e sembra che anche la candidatura di Stefano Biagioli, medico, sia tramontata ancor prima di iniziare, almeno stando al tam-tam cittadino.  Insomma la “Margherita” sta perdendo tutti i petali senza arrivare al jolly.  Intanto anche nell’ipotetica squadra di Germani iniziano i primi distinguo con alcuni assessori uscenti, Cannistrà, Vincenti e Custolino che non ne vogliono sapere di candidarsi, e anche Roberta Cotigni inizia ad avere qualche tentennamento.  Alla fine a dirimere la questione salvo magie dell’ultimo minuto che potrebbero provenire dai paesi del circondario, potrebbe essere il segretario regionale in persona, ma ancora c’è nebbia fitta in casa PD.

L’altro partito è il M5S che ancora non ha sciolto la riserva tra Lucia Vergaglia e Lucio Riccetti.  Per ora Vergaglia si sta impegnando in incontri e post per preparare il terreno ad una sfida che appare tutta in salita anche per il trend fortemente negativo del partito a livello nazionale.  La capogruppo uscente intanto prova a tessere una qualche alleanza, parola sdoganata nel lessico grillino dal leader Di Maio, incontrandosi con l’altro candidato civico Franco Raimondo Barbabella, per ora un brindisi al bar, ma che potrebbe avere ulteriori sviluppi futuri.  Proprio Barbabella è la novità di questi giorni con la sua decisione di candidarsi a sindaco attirandosi gli strali dei socialisti che non hanno digerito la mancata comunicazione di un iscritto fino al 2018.  Lucio Riccetti rimane più defilato, pronto a raccogliere la sfida e ad aprire ad alleanze vere con chi è pronto a sostenere le battaglie per l’ambiente e la crescita culturale della città.

Ultimo in ordine di apparizione è Matteo Panzetta, candidato di CasaPound che ha rotto gli indugi anche se permane qualche dubbio in merito.  Sembra molto una candidatura di bandiera, per capire il reale consenso intorno ad un movimento apertamente di destra in una città storicamente di sinistra.

A latitare sono i programmi.  C’è una lotta all’ultimo sangue per avere un alleato in più e per indebolire il candidato più affine politicamente e culturalmente, ma poco si conosce della visione generale della città, dell’economia, dell’impresa, della cultura, del turismo, dell’agricoltura e del lavoro.  Sembra quasi che per tutti ci sia tempo per discutere, ma in realtà mancano poco più di due mesi al 26 maggio, anche se ancora non sono stati pubblicati i decreti relativi alle elezioni amministrative.  Sì, è vero Barbabella lo scorso 7 dicembre ha presentato una piattaforma programmatica per Orvieto, ma non può essere solo questa a rappresentare l’idea di governo anche quotidiano di Orvieto.  Per il resto buio assoluto o quasi.

OrvietoLife rinnova la disponibilità ad organizzare un confronto pubblico tra tutti i candidati prima del 9 aprile così da lasciare campo libero ad una campagna elettorale che già ai primi accenni si preannuncia cattiva, violenta, rancorosa quasi da voler distrarre i cittadini dai reali problemi di Oriveto e degli orvietani.

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