Allarme dell’associazione Gli Amici di Charlie sulla situazione del canile sanitario di Shifanoia

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Lettera aperta dell’associazione Gli Amici di Charlie di Orvieto per chiedere agli organi competenti di fare luce sulla situazione del canile sanitario di Schifanoia (Narni), dove sono morti molti cani, sul futuro dei cani randagi che verranno accalappiati, sul canile-rifugio di Orvieto, e per sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza su quanto sta accadendo.

 

Da quasi tre anni, come testimoniato da numerosi articoli sulla stampa, il canile sanitario di Schifanoia che è di riferimento anche per il Comune di Orvieto e per il suo comprensorio (il sanitario è dove vengono portati i cani randagi accalappiati e dove rimangono dal momento della cattura fino ad un massimo di sessanta giorni e comunque fino alla sterilizzazione da parte del servizio veterinario) è tristemente agli onori della cronaca per le condizioni igienico-sanitarie e per morti sospette, per le condizioni di detenzione degli animali inadeguate al loro benessere psico-fisico, per inadeguatezze strutturali. Più volte sono intervenuti anche rappresentanti politici, a livello locale e nazionale, con sopralluoghi e denunce.
Ora nuovi articoli di stampa, pubblicati negli ultimi giorni, parlano di nuovi blitz della Forestale, di numerosi decessi, del fatto che tutti i 40 cani ricoverati nel sanitario sono malati.  Alla luce di ciò, come Associazione interessata all’argomento, abbiamo più volte sollecitato il Comune ad intervenire, suggerendo di attivare con la Usl un protocollo per essere costantemente e puntualmente aggiornati sui cani accalappiati, su quelli adottati a Schifanoia, su quelli da riportare ad Orvieto (con relative schede mediche), su quelli deceduti, e per conoscere le cause dei decessi.
Solo in questo modo il Comune avrebbe potuto avere chiara la situazione dei propri cani e valutare eventuali azioni nei confronti della Usl, considerando, oltre alla sorte dei disgraziati cani, che questi servizi hanno un costo per la cittadinanza. Purtroppo ad oggi niente di ciò è stato fatto e nel frattempo sono morti molti cani, cuccioli e adulti. L’ultima vicenda, ovvero la morte dell’ennesimo cane, ci ha spinto a scrivere questa lettera. Il cane in questione, nelle foto allegate (scattate dagli operatori Usl al momento dell’accalappiamento), è stato accalappiato il 31 gennaio 2019. Trattandosi di un cagnolino molto piccolo, circa due chili, anziano e in uno stato evidentemente di stress, ed essendo già nota a tutti la grave situazione sanitaria del canile di Schifanoia, ne abbiamo chiesto alla Usl l’affidamento temporaneo come associazione, o eventualmente anche a titolo privato, secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 17 agosto 2016 n. 10.
L’affido ci è stato rifiutato da parte del Servizio veterinario senza valide motivazioni, il cagnolino è stato portato al sanitario di Schifanoia e lì è morto, per cause non rese note dal servizio veterinario.
Pertanto, con la presente, chiediamo:
al Sindaco di Orvieto,
di vigilare sul benessere dei cani che ricadono sotto la sua responsabilità e di riferire all’Associazione e alla cittadinanza su:
– quanti cani sono morti a Schifanoia dal 2016 ad oggi e perché;
– se i cani randagi accalappiati da oggi in poi verranno portati anch’essi al sanitario di Schifanoia o in altro sanitario, e eventualmente quale;
– cosa intende fare l’Amministrazione comunale in merito al canile di Orvieto, in loc. Fontanelle di Bardano, posto sotto sequestro e chiuso agli ingressi per inadeguatezze strutturali dal febbraio 2018 (sebbene i cani siano stati trovati in perfetta forma fisica e in perfette condizioni igienico-sanitarie).
alla Usl Sanità Animale, di riferire all’Associazione e alla cittadinanza su:
– come è possibile che un canile sanitario come quello di Schifanoia sia rimasto aperto finora nonostante tutti i controlli degli organi competenti;
– perché la situazione è stata tollerata senza intervenire per sanarla, fino ad arrivare al punto attuale in cui molti cani sono morti e tutti sono malati (almeno secondo quanto emerso dalla stampa);
– di chi è la responsabilità di quello che è successo ai cani portati al canile sanitario.
Alla Procura,
di valutare se nella vicenda sussistano omissioni e illeciti e, nel caso, di perseguirli secondo la legge.
Alla cittadinanza di Orvieto,
di far sentire la propria voce affinché i propri soldi vengano spesi in modo corretto, venga rispettata la legge, e ai cani accalappiati sul territorio vengano garantite tutte le cure igienico-sanitarie necessarie e il ricovero in strutture adeguate, dove non rischino invece di morire.
Alla stampa
di mantenere i riflettori accesi e vigilare sull’evoluzione di questa vicenda relativa al sanitario di Schifanoia, sul futuro dei cani accalappiati nel territorio, sulle azioni che chi di dovere deciderà o meno di intraprendere.
Noi, come Associazione di volontariato del Comprensorio orvietano Gli Amici di Charlie, ci impegniamo a
continuare a sollecitare le istituzioni e gli organi competenti per fare chiarezza sulla situazione di Schifanoia
e su tutte le altre situazioni in cui i randagi vengono gestiti evidentemente male e/o in modo non trasparente.

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