Cittadinanzattiva: “NO a strumentalizzazioni di partito dietro alle candidature di professionisti sanitari”

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Riceviamo e pubblichiamo
Cittadinanzattiva: NO a strumentalizzazioni di partito dietro alle candidature di professionisti sanitari.

Orvieto deve contare su amministratori e medici competenti, ciascuno nel suo ruolo.

In riferimento al prossimo appuntamento con le elezioni amministrative, anche la sezione di Cittadinanzattiva di Orvieto, da sempre punto di riferimento per i diritti dei cittadini, ritiene di dover prendere posizione.

Notiamo come si stiano affollando nell’agone politico, i nomi di personaggi mai visti e di cui non si è mai percepita una sensibilità verso i problemi dei cittadini orvietani, qualche volta con la presunzione di avere la ricetta per risolvere ogni problema. Evidentemente l’idea di poter entrare nella stanza dei bottoni, un tempo prerogativa dei partiti, comincia a stuzzicare gli appetiti di molti. Anche di quei soggetti che sembravano del tutto disinteressati a ogni forma di potere. Inoltre notiamo come stia prendendo piede la candidatura di ottimi professionisti che, tuttavia, riteniamo inopportuna per il bene dei cittadini orvietani.

Ci riferiamo in particolar modo alle candidature di medici che seppur, in buona fede, non ricordano che, essendo dipendenti di una pubblica amministrazione, potrebbero ricadere in un conflitto di interesse di fatto, nel caso in cui dovessero essere eletti alla carica di sindaco o ricevere la delega alla sanità nella città dove ha sede la loro attività lavorativa. Il sindaco, infatti, svolge compiti di programmazione e controllo anche sui servizi sanitari di un territorio ed è chiamato eventualmente a intraprendere iniziative per verificare l’andamento dei servizi stessi. Un sindaco dipendente di una ASL, potrà mai essere libero di controllarne le politiche e, nel caso in cui non rispondessero alle necessità dei cittadini, avrà la libertà necessaria per contrastarle? Per non parlare del fatto che la funzione di sindaco richiede un impegno a tempo pieno, proprio come quella svolta da un medico. Non poter contare sulla presenza costante di un professionista, per altro molto apprezzato e competente, potrebbe costituire un duro colpo per la sanità orvietana già ampiamente provata da politiche disattente alle necessità dei malati. Proprio per le note carenze di personale del servizio sanitario, soprattutto negli ospedali, per le lungaggini delle liste di attesa, ci permettiamo di far osservare che sarebbe utile che ognuno rimanesse al proprio posto anteponendo gli interessi dei propri assistiti prima di ogni altra cosa e comunque regolarizzando la propria posizione onde evitare problemi di incompatibilità.

Per tutte queste ragioni noi di Cittadinanza Attiva e del Tribunale del Malato, consideriamo inopportuna la candidatura di professionisti sanitari che dovessero trovarsi in questa condizione. Troviamo assolutamente legittimo il desiderio di affermazione e il senso di disponibilità che oltrepassino la propria carriera professionale (“Scendo in campo perché me lo hanno chiesto”. Oppure: “Voglio fare qualcosa per la mia città). Ma troviamo, oltre che dannosa, inaccettabile la strumentalizzazione trasversale dei partiti (da sinistra a destra) nei confronti di professionisti sanitari qualificati, quando la loro candidatura viene ricercata palesemente per raccogliere solamente voti che, data la professione esercitata, viene ritenuta un utile mezzo (anche indirettamente) per influenzare i propri clienti o utenti.

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