A Orvieto una catena umana intorno al Comune contro il blocco dei porti il 2 febbraio dalle 14

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Sabato 2 febbraio 2019 dalle 14,00 alle 17,00 autoconvocazione spontanea di cittadini e associazioni per dare vita ad una catena umana attorno a tutti gli edifici di tutti i Comuni Italiani. Questa è l’iniziativa presa da alcuni cittadini che vogliono manifestare contro il blocco dei porti e il divieto assoluto di sbarco dei migranti dalle navi delle ONG e non solo.  

Il manifesto è chiaro, “perché abbiamo scelto di resistere alle scelte inumane di chi vorrebbe lasciar morire in mare chi scappa dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Perché non si torni indietro mai più. Porta con te un simbolo del salvataggio in mare.  La manifestazione del 2 febbraio nasce come reazione spontanea di un gruppo di cittadini impegnati nel sociale davanti al quotidiano sfoggio di barbarie e crudeltà. La nostra aspirazione è quella di far passare il concetto che siamo dei normali cittadini intenzionati a contrastare politiche di governo che vanno in modo antistorico riportando nel nostro paese razzismo e xenofobia.

Perché il 2 febbraio? Perché sono passati pochi giorni dopo il giorno della memoria e noi non vogliamo essere come quelli che in tempo di guerra hanno fatto finta di non vedere quello che stava accadendo. Se vuoi partecipare,  ti chiediamo di recarti sotto l’ufficio del Comune della tua città, assieme agli amici che come te vogliono manifestare. Vogliamo manifestare ovunque, non in un’unica città, per dimostrare che ovunque ci sono cittadini che dissentono da queste politiche di governo. Ti chiediamo di essere una cellula di un organismo che manifesta assieme. Essendo noi un gruppo di cittadini non abbiamo la forza di istituzionalizzare o promuovere attraverso pubblicità la nostra iniziativa. Ci affidiamo al tamtam, speriamo nell’organizzazione autonoma di altri gruppi. Questa volta, a differenza di altre manifestazioni, sono benvenute le bandiere che sottolineino l’adesione di associazioni, partiti politici, istituzioni. E l’ora di metterci la faccia e contarci.

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