Il cda di TeMa al sindacato, “pronti al confronto ma solo con proposte concrete”

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Riceviamo e pubblichiamo una nuova replica del cda di TeMa al sindacato.  E’ ormai guerra delle cifre e delle azioni tra i due soggetti che non dovrebbe concludersi a breve.

 

Da quando questo CdA si è insediato, non ha mai perso occasione per ricordare sempre ed in ogni sede la delicatezza della attuale situazione finanziaria dell’Associazione Tema. Sembra quindi superfluo che lo si continui a ricordare ad un CdA costantemente impegnato a migliorarla. 
Quello che sorprende è che si torna sempre a far riferimento a situazioni trascorse da almeno 10 o 15 anni come se fosse possibile riportare indietro le lancette dell’orologio. Non siamo stati incaricati per giudicare se Tema nel 2005 era bella o brutta, abbiamo preso in carico una situazione che era quella iscritta a bilancio al 31/12/2016 per noi il punto di partenza è quello, tutto ciò che è stato prima, sebbene utilissimo per capire, evidentemente non serve per saldare i debiti. In due anni il debito totale è oggettivamente calato di circa 400.000 euro, dei quali circa 100.000 verso i fornitori. Stiamo aumentando gradualmente il volume di attività sostituendo quelle ad alto rischio per la Tema con altre che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, garantire una migliore redditività nel tempo, considerando che la riduzione dei ricavi è dovuta alla scelta di non effettuare più attività in perdita  che avrebbero rischiato di accentuare ancor di più lo squilibrio finanziario dell’Associazione.

Questi non sono proclami o autocompiacimento, è il lavoro che Tema sta facendo, è l’impegno delle persone che ci lavorano. 
Il CdA ha un piano di attività 2019 che intende portare all’attenzione della prossima Assemblea dei Soci per la sua approvazione. Ci piacerebbe confrontarci sulle singole iniziative per migliorarle e realizzarle nel migliore dei modi possibile, come stiamo facendo da sempre con le Persone che ci lavorano valorizzando la loro competenza e la loro esperienza. 
Se esistono proposte alternative, come abbiamo più volte chiesto e sollecitato, siamo pronti a valutarle, purché si tratti di suggerimenti operativi, condivisibili e fattibili.

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