I pazienti in cura con cannabis terapeutica chiedono alle istituzioni di avere certezza sul suo approvvigionamento

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera che alcuni pazienti in cura con terapia del dolore hanno scritto da tutti i principali organi istituzionali per chiedere certezza sull’approvvigionamento di cannabis terapeutica.

 

Noi sottoscritti appartenenti tutti alla USL Umbria 2 – zona di Orvieto-  attualmente in cura con una  terapia antidolorifica a base di  Cannabis Terapeutica, con la presente ci associamo alle varie sollecitazioni e proteste rappresentate da altri pazienti, medici e politici nel denunciare le carenze ed i ritardi per l’approvvigionamento del farmaco.

Tutti i sottoscrittori della presente sono persone afflitte da anni da gravi e varie patologie invalidanti di natura neuropatica, fibromialgica, epilettica, neuropatica cronica post traumatica e tanto altro ancora.  Nessuno, sottoposto negli anni alle più diverse terapie antidolorifiche, farmacologiche e fisiche, ne ha tratto giovamento, pur subendo i gravi effetti collaterali delle stesse, effetti che spesso hanno reso la vita invivibile, privando quotidianamente le persone della propria integrità e dignità sia personale che sociale.

La terapia con la cannabis per tutti noi è come “un’ultima spiaggia”, come tentativo per “gli incurabili” e abbiamo trovato finalmente una risposta al nostro dolore – è una terapia sottoposta ad un continuo e strettissimo controllo medico e burocratico.

Tanto per ricordare, o far conoscere a chi non lo sa: -piano terapeutico trimestrale – ricetta mensile – e richiesta del farmaco almeno 15 gg prima della data in cui matura il diritto alla nuova prescrizione, oltre che l’obbligo di avere sempre con se la documentazione medica che ci giustifichi, in caso di controlli delle autorità preposte, che non siamo dei drogati, portandoci quindi addosso anche la preoccupazione di pregiudizi oscurantisti.

A tutte queste procedure che c’impongono un continuo impegno ed andirivieni tra ambulatori, farmacia, medici coinvolti e controlli, si aggiunge la costante “paura” di rimanere senza farmaco; eh si!!!  perché non è garantito l’approvvigionamento dello stesso, questo tragico elemento, oltre che personalmente tenerci in permanente costernazione, ci appare una inutile vessazione e privazione di quel “diritto alla cura”   sancito non solo dalla Costituzione ( art. 32 ) , ma anche da tutte le leggi nazionali, regionali ed oltre.

Certi che la presente, insieme alle altre voci, sarà stimolo utile alla comprensione e alla soluzione della grave situazione in cui ci vediamo condannati, in attesa di positivo riscontro, porgiamo saluti

I firmatari

Emma Messina, Maria Rosa Russo, Silvana Possiedi, Danilo Ceci, Adriana Scutigliani, Donella Barozzi, Fini Rita per Cuboni Marco

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