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Emergenza rifiuti, Claudio Ricci, “siamo alla guerra tra comuni. La Regione attivi un tavolo tecnico”

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E’ ormai “guerra dei Rifiuti” in Umbria.  Così la definisce Claudio Ricci, consigliere regionale e già candidato alla presidenza per il 2020, la lite in atto tra Perugia e i comuni di Città di Castello e Orvieto che hanno nei loro territori le due discariche individuate dall’Auri per rispondere all’emergenza rifiuti del capoluogo.  Le discariche umbre sono tutte in vie di esaurimento ma dalle autorità non arrivano risposte adeguate.  Secondo Ricci, infatti “è mancata una regìa regionale adeguata”.  A rimetterci sono quei territori che hanno organizzato il ciclo dei rifiuti anche per quanto riguarda il cosiddetto indifferenziato.  Secondo Claudio Ricci, anch’egli ex-sindaco, “la situazione è semplice: anche se si arrivasse oltre il 70% di raccolta differenziata media, in Umbria, rimarrebbero da smaltire circa 120 mila tonnellate all’anno”.  E allora che fare?  E’ questa la domanda a cui Auri e Regione non hanno mai risposto.  A onor del vero l’Auri ancora non è pienamente operativo e soprattutto ha ereditato sic et simpliciter i problemi degli ATI, cioè di quello perugino che già soffriva.  “Giustamente – scrive Ricci su fb – le discariche non si devono ampliare e, quindi, non rimane che diminuire la quantità dei rifiuti prodotti, migliorare la qualità della raccolta differenziata e riqualificare e ampliare gli impianti esistenti (evitando impatti ambientali e grandi strutture di smaltimento che sarebbero problematiche)”.

Si rischia l’emergenza che ancora non è realtà solo perché fino ad ora si è risposto obbligando agli straordinari le discariche umbre operative e ai “viaggi della monnezza”, ma non può andare avanti così.  Il sindaco di Orvieto ha duramente replicato a chi vorrebbe portare i rifiuti perugini alla discarica “Le Crete” mentre quello di Città di Castello ha fatto approvare il consiglio una mozione per vietare l’arrivo di camion da fuori ambito.  Secondo Ricci in tre anni l’Umbria sarà in emergenza vera quindi si deve assolutamente aprire un tavolo operativo, ma intanto? Dove vanno i rifiuti di Perugia?  E se i TIR dovessero presentarsi a Orvieto o Città di Castello?

Infatti i rifiuti li produciamo tutti ogni giorno e l’indifferenziato, seppure in fortissimo calo, è presente nelle nostre case e una volta alla settimana lo portiamo fuori per il ritiro.  Cosa si fa?  E che risposte operative danno coloro che parlano di rifiuti zero e soprattutto indifferenziato zero?  Sono domande che il cittadino comune si pone ogni volta che si parla di ambiente e rifiuti ma alle quali non riesce ad ottenere risposte altrettanto semplici, definitive e comprensibili.

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