Ciao, Reno Montanucci, un uomo gentile e innamorato di Orvieto

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E’ il 19 dicembre pomeriggio.  Sul corso improvvisamente si spengono le luci del Bar Montanucci.  Si sparge la voce.  “Che è successo?”  Montanucci è “momentaneamente chiuso” è scritto sulla porta.  Poi il tam-tam, quasi timoroso, “Reno, Reno non c’è più…”.  Eppure la mattina in tanti lo abbiamo salutato come sempre all’ora di colazione.  Il suo immancabile cappello in testa, il suo sorriso, la sua cortesia erano insieme il vero buongiorno orvietano.  Se poi aveva tempo ti fermava anche per discutere, parlare, farti notare qualcosa di nascosto nella sua “meravigliosa” Orvieto.

Noi lo ricordiamo per l’intervista che ci ha concesso lo scorso giugno.  E’ stata una carrellata di storia quotidiana di Orvieto, fino al ricordo delicato e spiritoso della “mi’ mamma Rosina”, altra figura tipica orvietana.  Lo ricordiamo perché avevamo un progetto di racconto della città che sarebbe dovuto partire il prossimo anno.  Nazzareno, invece, ci ha lasciato prima e noi ci ricordiamo le sue parole sul civismo, sull’etica, sull’orgoglio di essere orvietano ed essere Montanucci, cioè il punto d’incontro della città, tutta la città, rupestre e non perché Reno aveva racconti su tutto, anche sul Paglia, sulla campagna.  E allora siamo andati a rivedere questo bellissimo video dove Reno racconta “la mamma mia, Rosina”, www.rosinamontanucci.it/#video e siamo rimasti di sasso per il suo esordio, quasi una premonizione.  Non vi anticipiamo nulla, guardatelo perché in tanti ritroveranno le emozioni del passato, ritroveranno Reno che racconta anche “la Rosina”.

Torniamo sul Corso a sentire le voci.  “No, Reno, non è possibile. E ora?”  Il leit-motiv è proprio “e ora?”.  Non è riferito all’attività commerciale, ma alle parole, al sorriso, alle discussioni sul futuro della città, al “Cantiere Orvieto” a cui ha partecipato con tanto entusiasmo.  “E ora?”…uno dei bar più belli d’Italia sarà ancora lì con quel nome, Montanucci che per gli orvietani rappresenta Rosina e Reno, la torta della nonna, la crostata alla crema, quella che Reno offriva ogni volta quando incontrava i ragazzi delle scuole sempre per raccontare Orvieto.

Ora non ci resta che il saluto, venerdì 21 alle 10 nella Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea per tutti.  E la città?  Sarebbe un giusto tributo vedere tutti i negozi interrompere per 5 minuti lo shopping natalizio nel centro e non solo.  Un ultimo ricordo va al personale del Bar Montanucci, a quelle persone che ogni giorno ci troviamo di fronte e a quelle che lavorano dietro le quinte nella preparazione dei dolci e dei piatti perché sicuramente anche a loro mancherà tanto Reno come mancherà a Orvieto.

Ciao Reno, ora accanto alla tua amata mamma Rosina!

Piazza del Popolo – Nazzareno Montanucci

a Piazza del Popolo i ricordi e le idee per il futuro di #orvieto di Nazzareno Montanucci, ospiti di Capitano del Popolo

Pubblicato da Orvietolifetv su Giovedì 7 giugno 2018

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