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Omaggio a Piergiorgio Maoloni, mostra a Palazzo dei Sette e progetti per il futuro

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Orvieto rende omaggio a Piergiorgio Maoloni (1938-2005), il più celebre designer di giornali, uno dei padri della moderna grafica editoriale italiana, con una serata speciale che sarà anche occasione per presentare al pubblico il progetto “Archivio Maoloni” e lo spazio ad esso riservato in Palazzo dei Sette, oggi cantiere aperto e in lavorazione.  “Orvieto, la Città Narrante – spiega l’Assessore alla Cultura, Alessandra Cannistrà – ha finalmente ritrovato consapevolezza dello straordinario lascito culturale rappresentato dall’archivio professionale di Piergiorgio Maoloni depositato dopo la sua scomparsa presso il Comune. La sua opera vive tuttora e i suoi progetti per la città si mantengono attuali ed efficacemente comunicativi. L’impegno è adesso quello di rendere fruibile il fondo documentario del suo archivio professionale e su di esso costruire un progetto culturale che aiuti la comunità a capire, sapere, ideare e partecipare. E sia aperto al mondo di studenti, professionisti e appassionati.
Per questo e per ricordare Piergiorgio Maoloni a ottant’anni dalla sua nascita, grazie alla disponibilità dei figli Giulia, Isabella e Luca, e di Pasquale Gioffrè, si è pensato di dedicargli un momento speciale riunendo gli amici orvietani e quanti sappiano e vogliano parlare di lui e del suo lavoro.”

Interverranno all’incontro: Chiara Athor Brolli graphic designer, Giorgio Casadio giornalista di Repubblica e Angelo Rinaldi art director dello stesso quotidiano, Roberta Massino specialista in conservazione che ha curato l’inventario del fondo, e Mario Squadroni già soprintendente archivistico e bibliografico dell’Umbria e delle Marche.

Per il Comune di Orvieto, inoltre, un grande onore che il professor Paolo Portoghesi abbia aderito con entusiasmo al programma e deciso di intervenire insieme alla moglie Giovanna.  Guido Barlozzetti, che coordinerà la serata, scrive per l’occasione: “Doveroso. Lo hanno chiamato ‘l’architetto delle pagine’, come a dire di una vocazione a disegnare l’ordine, la misura e la creatività dell’intelligenza nello spazio delle parole. Piergiorgio Maoloni ci ha lasciato quattordici anni fa e sono ottanta da quando un caso lo ha fatto nascere a Viterbo, vicina alla radice della sua città, Orvieto. Il tempo, a differenza di quanto lui ha cercato di fare, non ha una misura, scorre, passa, diviene e, allora, è forse arrivato il momento di fermarne per un momento il flusso e ritornare indietro e non per un risarcimento memoriale, che sarebbe comunque doveroso (come diceva lui a chi lo ringraziava per la sua generosità), quanto per ritrovare il senso dimenticato di un’esperienza orientata sempre e comunque al progetto”.

“L’appuntamento – prosegue l’Assessore Cannistrà – è per sabato 22 dicembre alle ore 17.30 presso la Sala del Governatore in Palazzo dei Sette”.

Dopo che nel marzo scorso il materiale è stato collocato al secondo piano di Palazzo dei Sette come progetto da sviluppare in tale sede in via definitiva, è stato completato il lavoro di inventariazione del fondo, curato da Roberta Massino in collaborazione con gli eredi e con Mario Squadroni, docente di Archivistica generale presso l’Università degli Studi di Perugia, già Soprintendente archivistico e bibliografico dell’Umbria e delle Marche, e il rimontaggio del mobilio curato da Sandro Salucci.   Si tratta di un ricco patrimonio archivistico-bibliografico, visto che Piergiorgio Maoloni aveva firmato la grafica di prestigiose testate italiane: da “La Stampa” a “Il Manifesto”, “Famiglia Cristiana”, “Il Sabato”, “Avvenimenti”, “Il Tempo”, “Mondo Economico”, solo per citarne alcune. Di grande interesse e fascino è il complesso di arredi per l’affinità stilistica con i progetti postmoderni di Paolo Portoghesi.
L’obiettivo dell’amministrazione è ora rendere accessibile e valorizzare l’archivio professionale di Piergiorgio Maoloni concretizzando la collaborazione di importanti partners come l’ISIA / Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, l’Associazione Italiana Grafici e Pubblicitari e la Fondazione Studi Città di Orvieto, e progettare forme nuove di restituzione, comunicazione e divulgazione dell’importante eredità culturale di Piergiorgio Maoloni a cui è legata tanta storia dell’editoria quotidiana, settimanale e televisiva italiana e straniera.

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