No Banner to display

I filosofi lanciano un appello, “Quando una libreria chiude, una città si impoverisce”

Questo articolo è stato letto 118 volte

Appello dei filosofi partecipanti ad “Orvieto in Philosophia” 2018

 

Da sempre i libri trasmettono sapere e le librerie sono i luoghi dove questi trasmettitori culturali transitano per essere presi in mano, toccare la sensibilità delle persone, penetrare nelle loro menti e diventare stimolatori di riflessioni e di azioni. Una libreria, in quanto occasione di incontro è anche il termometro del dinamismo di una comunità.

Abbiamo saputo della possibilità che a ridosso del prossimo Natale la Libreria dei Sette di Orvieto, libreria Mondadori, chiuderà. Ne siamo colpiti, per quanto detto in generale ma anche per la collaborazione che in occasione di questo festival di filosofia di Orvieto la Libreria dei Sette ha assicurato con sensibilità e competenza.

Non entriamo nel merito dei problemi che portano i proprietari a questa dolorosa decisione. Per parte nostra però, ospiti temporanei di Orvieto ma legati da affetto sincero a questa meravigliosa città e ai cittadini, in particolare giovani, che abbiamo incontrato in occasione del Festival di Filosofia, ci auguriamo che si trovi il modo di evitare che la paventata chiusura avvenga realmente. Orvieto è naturalmente città di cultura. La chiusura di questa libreria la impoverirebbe. Ci permettiamo di chiedere alle autorità cittadine di fare ogni sforzo perché non avvenga.

 

Orvieto, 29 novembre 2018

 

Firmato

Stefano Marino, filosofo (Università di Bologna)

Luca Taddio, filosofo e direttore di Mimesis (Università di Udine)

Massimo Donà, filosofo (Università San Raffaele di Milano)

Renato Rizzi, Architetto (Università di Venezia)

Andrea Tagliapietra, filosofo (Università San Raffaele di Milano)

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Popups Powered By : XYZScripts.com