Come gestire i beni pubblici? Le aziende speciali sono farraginose, i privati devono essere controllati

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In queste settimane si è riacceso il dibattito sulla gestione dei beni pubblici con ricorsi, editoriali, note, dichiarazioni a vario titolo della politica. Partiamo dalla soluzione delle soluzioni. La cosiddetta SuperTeMa non è percorribile perché dopo il bando di gara per l’affidamento del Teatro Mancinelli si è di fatto certificato che l’associazione è di stampo privatistico, quindi alla pari con tutte le associazioni del medesimo tipo e non a controllo pubblico.  L’Azienda Speciale è una strada percorribile ma permangono forti i dubbi in merito.  Chi avrà la governance? Chiaramente la politica e questo fa suonare una serie di campanelli di allarme: assunzioni, lavoro, bilanci, garanzie bancarie, ripianamento degli eventuali debiti e chi più ne ha più ne metta.  Orvieto ha sperimentato in questo ultimo biennio la strada delle gare con risultati più o meno soddisfacenti come nel caso del Pozzo di San Patrizio che continua ad essere un asset di rilievo per le casse del Comune.  E non solo il pozzo.  Il teatro viaggi, fra mille difficoltà finanziarie ma viaggia, continua a produrre cultura.  Gli errori sono stati fatti nel passato quando è stata decisa la cessione della discarica, non solo l’impianto, anche il terreno, privando il Comune di quei denari necessari a investire sul futuro della città dal punto di vista culturale e non solo.

E’ pacifico che ci deve essere chi controlla e bene.  Quando si fa gestire al privato, che si badi bene non lo fa per mecenatismo ma per guadagnare legittimamente, ci deve essere chi andrà a fare le pulci controllando voce per voce i bilanci e le competenze, ma soprattutto chi andrà a visionare eventuali pendenze con il Comune stesso onde evitare che chi deve soldi all’Ente si ritrovi ad essere creditore o avvantaggiato per la gestione di beni e servizi.  Questo è il punto nodale, vero.  Il pubblico gestisce con affanno anche in forma di Azienda Speciale per le possibilissime commistioni con la politica, quella negativa.  Il privato sa gestire ma deve essere controllato e seguito quando si ritrova ad avere la conduzione di beni e servizi pubblici.  Dunque, laddove alcuni beni e servizi possono essere gestiti in maniera diretta ben venga l’intervento pubblico altrimenti sia il privato, ma serio e che sappia che sarà sempre guidato e controllato dall’Ente a partire dalle pendenze eventualmente esistenti al momento della partecipazione al bando.

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