Bando del Palazzo dei Congressi, esclusione di Tandem per un possibile vizio formale. Si apre la strada del ricorso al TAR

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Nella giornata di lunedì 22 ottobre si è riunita la commissione pera la valutazione delle offerte pervenute in Comune sull’affidamento in gestione del Palazzo del Capitano del Popolo.  L’apertura delle buste era prevista per le ore 11,30 ma per un problema di uno dei commissari la seduta è stata spostata alle ore 14.  I rappresentanti della Tandem Spa, l’amministratore unico e i due soci, erano presenti nel pomeriggio all’apertura delle buste.  I due offerenti erano Tandem SpA di Roma rappresentata dall’amministratore e i due soci e Eureka3 srl, sempre della Capitale, come capofila di una costituenda ATI, per la quale non era presente alcun delegato.

All’apertura il presidente della commissione a suo giudizio ha evidenziato un vizio formale nel plico della Tandem SpA invitando quindi i presenti alla seduta pubblica ad uscire per una prima riunione tra i commissari.  Dopo una breve interruzione i commissari hanno comunicato che proprio il vizio formale inficiava, a loro giudizio, la bontà della presentazione.  L’amministratore unico della Tandem SpA ha voluto allora presentare istanza di riserva sull’esclusione.  Ma non è finita qui.  Proprio mentre i rappresentanti di Tandem si apprestano a lasciare il Comune i commissari ritornano sui loro passi.  Si continua a discutere, sembra, della questione.  Il presidente comunica poi la decisione finale agli unici rappresentanti presenti, quelli di Tandem SpA, che contestualmente confermano e consegnano alla commissione l’istanza di riserva sull’esclusione aprendo il fronte del futuro ricorso al Tar.

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