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Trent’anni di documenti e spese per Palazzo Monaldeschi. C’è chi vuole vederci chiaro per farci tornare il Liceo Artistico

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In data 4 settembre 2018 abbiamo inviato al Prefetto, al presidente della Provincia, al vescovo di Orvieto e al sindaco, una serie di documenti che abbiamo faticosamente raccolto per ricostruire gli ultimi 30 anni legati alla vicenda Istituto Lazzarini / Palazzo Monaldeschi della Cervara sede del Liceo d’Arte di Orvieto.

Avevamo precedentemente inviato al sindaco una lettera in cui invitavamo il Comune di Orvieto a riprendere il protocollo del 2014 nel quale era stata manifestata la volontà da parte di tutti gli attori per competenza di rendere agibile e a norma il Palazzo Monaldeschi per consentire il rientro degli studenti nella loro sede (il Liceo d’Arte fu trasferito presso la Palazzina Comando della ex Caserma Piave nell’estate del 2010, locali adattati al carattere di provvisorietà e di urgenza in cui oggi andrebbero comunque fatti ulteriori lavori di adeguamento con investimenti pubblici, che nella vecchia sede di Palazzo Monaldeschi  furono in parte realizzati e che, oggi, andrebbero conclusi per far ritornare il liceo nella sua sede storica e a norma), riconfermando così tutti gli accordi presi dalla precedente consiliatura con il precedente vescovo per i quali la Curia si impegnava ad effettuare e completare i lavori di agibilità mediante retratto di mutuo all’uopo calcolato e periziato dalla Cassa di Risparmio di Orvieto.

Dai documenti allegati si evince con estrema chiarezza che il Comune ha sostenuto spese di locazione ingenti: circa 800 milioni di lire nel decennio 1990-1999 (contratto di locazione del Comune dal 1990 al 1996 rinnovabile tacitamente per altri 6 anni a 6.200.000 milioni di lire al mese) al netto degli indici Istat previsti e pagati (1999 anno in cui subentra la Provincia di Terni); dal 1999 al 2001 282 milioni di lire; dal 2002 al 2017 circa 508 mila euro (tenendo presente che dal 2014 al 2017 sono stati pagati annui circa 14.000 euro per occupazione spazi deposito attrezzature liceo d’arte, visto che la scuola fu trasferita alla Palazzina Comando nel 2010 data l’inabilità dell’Immobile sito in via dei Marsciano 1).contratto su palazzo monaldeschi

A tale consistente impegno economico degli enti pubblici si deve aggiungere un intervento straordinario da parte degli stessi di 1 miliardo e 223 milioni di lire nel 1992 per opere infrastrutturali e di recupero dell’Aula Magna, dei soffitti lignei e degli affreschi di Palazzo Monaldeschi della Cervara, effettuati dalla incaricata COO.Be.Tec di Spoleto, importi resi disponibili dalla legge speciale 545 del 1987 per il consolidamento della Rupe di Orvieto, che altrimenti sarebbero stati esclusivamente a carico del proprietario Curia di Orvieto.

Tutto ciò premesso è evidente che il Palazzo Monaldeschi della Cervara/ Istituto Lazzarini, peraltro univocamente individuato fin dall’epoca del lascito della signora Maddalena Lazzarini a beneficio del Papa come destinato esclusivamente ad uso formativo, non può che essere inteso patrimonio pubblico adibito ad uso scolastico per il quale la proprietà non potrà sottrarsi dal porre in essere tutti i lavori infrastrutturali di adeguamento acciocchè esso possa essere coerentemente utilizzato. E’ in questo quadro che furono legittimi gli interventi pubblici straordinari ex legge della Rupe 545 del 1987 il cui beneficiario privato Curia di Orvieto ne poté usufruire proprio in forza delle considerazione precedentemente esposte, ed è in questo quadro che furono legittimamente sottoscritti gli accordi del 2010.

Qualora si continuasse a non dare seguito agli impegni del 2010 e del 2014, che porteremo comunque avanti nelle sedi opportune, non vi è dubbio che vi sarebbero delle responsabilità oggettive di quegli Enti che pongono freno al loro compimento configurando i costi attualmente sostenuti dagli Enti pubblici per l’esercizio didattico del Liceo d’Arte come chiaro sperpero di denaro pubblico a valle di un incomprensibile e cospicuo precedente gravoso onere di locazione e di interventi straordinari.

 

Cristina Calcagni, Roberta Tardani, Taira Bocchino, Andrea Sacripanti, Pier Paolo Mattioni, Gianni Mencarelli

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