Agosto di lavoro e semestrale per BPBari che entro il 2018 diverrà SpA

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Il mese di agosto è stato di lavoro per il gruppo Banca Popolare di Bari che ha chiuso la semestrale, ha definito meglio le strategie per la trasformazione in SpA, che avverrà entro dicembre, ha avviato una nuova cartolarizzazione degli Npl per circa 800  milioni di euro come coordinatore di una cessione garantita da oltre 1,8 miliardi di euro con altre popolari indipendenti e più piccole e si è arrivati al valore libero delle azioni sul mercato Hi-Mtf pari a 2,38 euro per singolo titolo. 

Per quanto riguarda la trasformazione in Spa indicativamente dovrebbe essere approvata dall’assemblea dei soci intorno alla metà di dicembre così come scritto nella relazione semestrale.  La trasformazione prevede una serie di misure preparatorie che i vertici stanno valutando con la consulenza di Oliver&Wyman e che verranno inserite nel piano industriale 2018/20 che verrà presentato in autunno.  Per quanto riguarda gli Npl, altro punto cardine per accompagnare la banca fino alla possibile quotazione, la prima cartolarizzazione multigacs/multioriginator avrà un controvalore di 800 milioni di euro e questo, come scritto sempre nella relazione semestrale per “migliorare significativamente gli indici di qualità del portafoglio impieghi, in linea con la strategia di gestione degli Npl nel loro complesso”.   Guardando al medio termine è possibile la quotazione del gruppo creditizio dopo la sua trasformazione in Spa e gli Npl ma è ancora prematuro parlarne anche perché non vi sono conferme ufficiali da parte dei vertici.  Per quanto riguarda il mercato secondario Hi-Mtf, dove attualmente viene negoziato il titolo BPB, il procedimento complesso della piattaforma ha fermato il titolo in una banda di oscillazione tra 5,4 e 2,38 per una media di 3,89 euro per azione con la contemporanea partenza di ordini dopo un lungo periodo di fermo.  Solo nella giornata del 30 agosto sono stati scambiati poco più di 36mila titoli per un controvalore di poco superiore a 140 mila euro.  E’ un segnale piccolo ma significativo che probabilmente c’è interesse sul titolo di Bari anche in previsione della sua trasformazione in SpA.

Ultimo capitolo di agosto è stato la semestrale che ha chiuso con una perdita intorno ai 100 milioni di euro per una ulteriore pulizia di bilancio che ha visto aumentare le rettifiche di valore sui crediti e azzerare gli avviamenti della capogruppo. In particolare, per quanto riguarda le rettifiche si sono attestate a 64,9 milioni.  Il cda ha deciso anche di azzerare gli avviamenti della capogruppo con un peso di 75,2 milioni.  Note positive arrivano dalla riduzione dei costi operativi mentre i vari indici che indicano la salute della banca sono tutti sopra i limiti.  Per quanto riguarda i due indici di liquidità, LCR e NSFR si sono attestati rispettivamente al 122% e al 126%, sopra il limite minimo del 100% mentre il buffer di liquidità è oltre 1,8 miliardi e oltre i 2 miliardi a luglio sempre per effetto dell’operazione di cartolarizzazione. Positivo l’andamento anche del Cet1 e Tier1 Ratio al 9,44% e del Total Capital Ratio all’11,66% contro valori minimi previsti dalla Bce per il gruppo rispettivamente del 7,09%, 8,83% e 11,15%.

Allora sono tutte rose?  Certamente no, le difficoltà dell’intero comparto hanno rallentato anche Popolare di Bari che non fa eccezione e il perdurare di margini d’intermediazione così bassi non favorisce certo una ripresa ampia.  Anche le incertezze internazionali e sul prossimo futuro dell’Italia rendono meno agevole una ripresa vigorosa.  Nonostante i tanti fattori di rischio-Paese e internazionali BPB sta lentamente ma in maniera continua lavorando per un rafforzamento patrimoniale e per la trasformazione in SpA che renderà il gruppo più forte e pronto ad accogliere eventuali occasioni sul mercato.

E per i risparmiatori?  Il discorso qui è complesso.  La quotazione attuale rispecchia l’andamento dell’intero settore bancario e il quadro macroeconomico non fa vedere all’orizzonte decisi cambiamenti di rotta.  Anche dal punto di vista dei dividendi la cinghia potrebbe rimanere ancora stretta anche per le indicazioni in tal senso sia di Bankitalia che di BCE per l’intero settore ma la trasformazione in SpA darà maggiori garanzie di solidità e una contendibilità del titolo che oggi sicuramente non c’è.

Per il prossimo futuro?  BPB come il resto del settore sta scontando un forte e rivoluzionario cambiamento del comparto tanto che tutte le previsioni vedono ad esempio una forte riduzione del personale nel credito per mantenere sotto controllo i costi.  Anche se BCE dovesse decidere prossimamente un ritorno ad una politica di rialzo dei tassi quest’ultima non avverrà con scossoni ma molto gradualmente quindi con un miglioramento dei margini d’intermediazione ma non tali da riassorbire nel breve/medio periodo le perdite del settore.  Per quanto riguarda Bari si devono anche considerare i territori sui quali opera.  Il Mezzogiorno ha una sofferenza endemica, il centro Italia arranca e non riesce ad agganciare una seppur minima ripresa in maniera decisa ma a macchia di leopardo.  Sono anche questi fattori determinanti in una politica di gruppo per quanto riguarda i bilanci.  E’ possibile, come hanno scritto autorevoli testate, che nel giro di un biennio si riapra un minimo risiko bancario per sistemare alcune questioni e probabilmente Bari sarà della partita ma non si può certamente dire oggi se come preda o come predatore, si andrebbe nel campo delle ipotesi, molto difficile nel settore finanziario e creditizio.  C’è poi da considerare come il settore si sta evolvendo con una spinta decisa verso una forte “de-bancarizzazione” nel senso che ormai la gran parte delle operazioni di routine non si effettuano allo sportello tanto che proprio l’azzeramento degli avviamenti coinvolge il valore delle agenzie oggi non più un valore ma spesso un costo; l’e-payment che sta incidendo ulteriormente sui margini di servizio delle banche.

Bari quindi non fa eccezione, non è una mosca bianca ma è parte del sistema del credito italiano ed è uno dei principali punti di riferimento per il centro-sud Italia; è un istituto di territorio e sta cambiando pelle presentandosi con la trasformazione in Spa.

3 Comments

  • Filippo

    Chiedo scusa, ma cosa sta dicendo? Il titolo, sul mercato HIMTF, non ha affatto una media di 3,89€ ad azione ed il giorno 30 agosto, essendo un giovedì, non è stato scambiato alcunché, in quanto le aste ci sono il venerdì.
    Più precisamente, il prezzo minimo è 2,38€, la banda di oscillazione è +/- 56% rispetto al prezzo di riferimento che è 5,40€ (prezzo massimo 8,42€, prezzo minimo 2,38). Oggi, 31 agosto, sono stati scambiate circa 89.000 azioni, al prezzo di 2,38€ (prezzo minimo, quindi).

    Tutte le informazioni al riguardo, le può trovare qui

    http://www.himtf.com/it/hitmtf_info/det/ORDERDRVIT0000220514

    • Alessandro Maria Li Donni

      grazie per l’indicazione. Il giorno in cui ho scritto, i prezzi e i pezzi erano quelli indicati nel sito. E’ ovvio che l’asta va ogni giovedì ma ho scritto prima. Tra minimo e massimo c’è una media ed è quella che ho indicato null’altro

  • stefano moretti

    Non ho molto da commentare, anzi condivido il suggestivo titolo dell’agosto lavorativo. Effettivamente, con una banca che perde circa 100 milioni nel semestre ( diversamente da gran parte degli altri istituti di credito che pure in presenza delle note criticita’ da NPL ed uguale riduzione dei margini di intermedizione , chiudono in utile)e con un titolo ridotto praticamente al lastrico, con un tracollo da euro 9,53 ad euro 2,38, con la trasformazione in spa che bussa comunque alle porte, c’e’ veramente da lavorare. E tanto pure!

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