MAB-UNESCO/3 Lettera aperta ai sindaci e ai gruppi consiliari. Franco R. Barbabella spiega il perché dei suoi dubbi

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Una nuova lettera aperta da parte di Franco Raimondo Barbabella al sindaco di Orvieto e ai gruppi consiliari sempre sulla questione MAB-Unesco e in particolare sulla titolarità del parco e del logo.

 

Vedo che il Sindaco di Orvieto non ritiene di dover chiarire quanto a mio avviso andrebbe invece ben chiarito non tanto a me quanto alla generalità dei cittadini, o almeno a quella parte di essi che non si accontenta di generalgeneriche espressioni di soddisfazione per un’abile operazione di privatizzazione del Peglia. Una ricchezza questo nostro monte che certo ci piace salvaguardare e valorizzare, ma non cedendone la gestione ad un soggetto privato e soprattutto non in contrapposizione al nostro centro storico a al suo patrimonio storico artistico e naturale da concepire e trattare come bene essenziale, testimonianza di un glorioso passato e nel contempo potenziale motore di sviluppo di un’intera vasta area territoriale.

Il Sindaco di Orvieto non chiarisce e però continuano gli interventi a sostegno di questa operazione non si sa bene da chi eventualmente sollecitati, ma certamente poco avveduti perché, in mancanza di risposte chiarificatrici, essi appaiono più come forzature inopportune che non come ulteriori testimonianze di bontà, e invece di far abbassare le antenne le fanno ulteriormente drizzare. Ultimo l’endorsement dell’on. Elio Veltri, di cui sinceramente non sentivamo per nulla il bisogno. Il quale, per ragioni sue e però senza conoscere nulla di Orvieto e della sua storia amministrativa, si avventura in giudizi che non meritano alcuna considerazione se non per la parte di accuse generiche già lanciate non si sa contro chi e perché dall’avv. Paola. A questa parte dell’intervento di Elio Veltri ha risposto con osservazioni e domande puntuali il dott. Stefano Moretti, per cui non mi pare necessario aggiungere altro. Dobbiamo solo augurarci che se questi signori hanno qualcosa di serio da dire finalmente le dicano, e soprattutto le dicano nelle sedi proprie (la magistratura), senza più insistere sull’evidenza del nulla. Perché noi stiamo discutendo di cose serie, di contenuto e di metodo, e per favore se si vogliono dare contributi ci si metta su questo piano.

A tal proposito, che ci siano di mezzo questioni serie, lo testimonia il documento di base dell’operazione Peglia, il Protocollo d’intesa dei soggetti che hanno dato vita al Comitato promotore per il riconoscimento del Monte Peglia quale sito MAB Unesco. Di esso riproduco di seguito parti essenziali dell’art. 2 e dell’art. 4, che chiariscono bene la natura di quanto è avvenuto e di quanto si intenderebbe far ulteriormente avvenire.

Art. 2 (parte)

“Nell’ambito del Comitato viene riconosciuto il ruolo di Soggetto Capofila per la presentazione della candidatura MAB UNESCO alla Associazione ‘Monte Peglia per Unesco’ in quanto soggetto rappresentativo costituito sul territorio dai titolari di interesse qualificato e diretto che ha ideato il progetto e curato tutta la fase preliminare degli studi e della zonizzazione e progettazione in collaborazione con la Agenzia Forestale regionale e senza oneri per essa. …

Il Presidente dell’Associazione capofila è il Presidente del Comitato promotore e lo rappresenta nelle Sedi istruttorie proprie nazionali e transnazionali.

Il marchio o logo in epigrafe richiamato recante dicitura ‘Monte Peglia per Unesco’ identifica il progetto.

Nel caso di approvazione del progetto l’utilizzo del marchio … verrà regolato da appositi accordi che ne prevedano le modalità di utilizzo e la remunerazione. …

La proprietà dei beni immateriali predetti viene espressamente riconosciuta da tutti i copromotori in capo all’avv. Francesco Paola che ha proceduto alla ideazione e registrazione di essi”.

Art. 4 (ultimo comma)

“Possono assumere la qualità di promotori i soggetti che ne fanno richiesta, previa adesione in forma integrale alla presente intesa e consenso del soggetto capofila, al cui preventivo assenso va altresì sottoposta ogni modifica del presente statuto”.

Riassunto per chi non avesse capito: l’Associazione “Monte Peglia per Unesco” è la capofila del Comitato; il suo Presidente, l’avv. Paola, in conseguenza di ciò è riconosciuto anche Presidente del Comitato; allo stesso avv. Paola è riconosciuta la proprietà del marchio “Monte Peglia per Unesco”, regolarmente registrato, con tutto ciò che ne discende (“l’utilizzo del marchio … verrà regolato da appositi accordi che ne prevedano le modalità di utilizzo e la remunerazione”); altri soggetti che volessero diventare promotori dovranno accettare tutte le clausole del documento e avere l’assenso del soggetto capofila, sempre l’avv. Paola. Più chiaro di così!

Con il massimo rispetto sento dunque di dover fare alcune domande ai sindaci partecipanti a questa operazione: quale è la modalità formale della vostra adesione? Avete firmato anche voi questo protocollo accettandone quindi le clausole? Nel caso, le ritenete davvero congrue per tutelare e valorizzare gli interessi delle comunità di cui avete rappresentanza e responsabilità?

Ora però, sempre con tutto il rispetto, anche una domanda e una proposta ai gruppi consiliari di Orvieto. La domanda: avete esaminato compiutamente tutti i documenti e siete sicuri che l’adesione del Consiglio comunale all’unanimità sia avvenuta sulla base di un’attenta valutazione degli interessi prioritari di questa parte del territorio? Una parte oggettivamente vocata ad essere soggetto capofila di ogni operazione di promozione e di sviluppo dell’intera area, non certo con prevalenza sulle diverse parti di essa ma certo con una collaborazione che abbia comunque un punto forte di coordinamento, tale da essere davvero riconosciuto nel mondo come punto prioritario di eccellenza. La proposta: forse oggi, alla luce di quanto avvenuto, sarebbe il caso di invertire i rapporti pubblico-privato nel senso di riportare la gestione in capo al Comune di Orvieto come Comune capofila che si assume anche il compito di rilanciare su nuove basi l’inserimento del complesso rupe-pendici-centro storico nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità.

Da ultimo mi pare necessario affermare a chiare lettere che in mancanza di iniziative convincenti sia di chiarificazione che di sviluppi rassicuranti, saranno sviluppate ulteriori iniziative, compresa la promozione di comitati cittadini e territoriali quali espressione di una comunità che non accetta improvvisate e presuntuose logiche di tutela e vuole però mettere a sistema le proprie importanti potenzialità.

 

Franco Raimondo Barbabella

Cittadino orvietano

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