Stefano Olimpieri, “gli orvietani meritano una sanità di serie A e non solo promesse. Il sindaco è suddito di Perugia”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Stefano Olimpieri, capogruppo in consiglio comunale di Identità e Territorio riguardante la situazione della sanità orvietana dopo i fatti di cronaca recentemente avvenuti che sembrano aver coinvolto una donna malata di cancro e a cui sarebbe stata rifiutata una medicazione.

 

Il caso della donna affetta da cancro a cui è stata negata la medicazione solo perché sta facendo le cure in un nosocomio della capitale è solo la punta dell’iceberg della mala sanità che da troppo tempo regna nell’Ospedale di Orvieto. Ormai le disfunzioni – più o meno gravi – sono all’ordine del giorno e, purtroppo, stanno sempre più passando sotto traccia, come se ciò fosse un fatto normale e non eccezionale. Di fronte a questo grave arretramento nella gestione dei servizi sanitari nel nostro territorio è necessario che si faccia uno scatto in avanti, smettendola di considerare le disfunzioni come fatti di pura cronaca.

Questi ormai sono fatti politici che debbono essere denunciati e portati all’attenzione di coloro che hanno responsabilità istituzionali apicali, come il presidente della Regione, l’assessore ala sanità regionale, il direttore generale della ASL e il sindaco. Non è più accettabile che il nostro ospedale venga depotenziato giorno dopo giorno, che alcuni reparti subiscano tagli e vengano pesantemente ridimensionati, che le liste di attesa si allungano sempre più, che le strumentazioni tecniche e di diagnostica non ricevano le manutenzioni adeguate, che il personale medico e para medico sia sempre in numero più esiguo: il tutto a danno degli stessi operatori e, ovviamente, degli utenti. Per volere politico del PD, Orvieto ed il suo territorio stanno regredendo pesantemente rispetto agli altri territori dell’Umbria: un declino che sta portando i servizi del nostro ospedale a livelli inaccettabili. Ma tutto questo deve imputarsi anche e soprattutto al silenzio ed all’inerzia del sindaco: in questi quattro anni Germani si è interessato dell’ospedale solo per fare brevi comparsate in qualche convegno, nonché per tagliare un paio di nastri.

Un silenzio assordante che dimostra la sudditanza di Germani e del PD locale nei confronti del potere politico regionale e che ha spianato la strada a scelte calate dall’alto rivelatesi sempre più dannose per la sanità orvietana. Per questo, ancora una volta dai banchi dell’opposizione, lanciamo la richiesta di mettere la questione sanità come fatto prioritario nel rapporto tra il Comune e i vertici regionali. Vogliamo che il sindaco adotti azioni concrete e combattive nei confronti delle figure apicali regionali e del direttore generale della ASL; così come chiederemo formalmente – azione che ha già anticipato la collega Roberta Tardani – una commissione d’inchiesta sull’ultimo fatto specifico che ha interessato una donna malata di tumore che si è vista rifiutare le medicazioni.  In ultimo occorre denunciare nuovamente come i vertici ASL gestiscano la sanità con parametri esclusivamente finanziari: un tempo al centro delle politiche sanitarie c’era il malato, oggi al centro ci sono i budget, le razionalizzazioni, i profitti e i bonus. Senza dimenticare che la ASL si propone anche come immobiliarista, visto che con bando aperto cerca di (s)vendere al miglior offerente (non importa chi!) il “nostro” ex Ospedale: al di là del merito sulla vendita, deve essere chiaro che gli investimenti nella sanità del nostro territorio non possono essere subordinati a compravendite immobiliari.

Orvieto e gli orvietani pagano le tasse come tutti glia altri cittadini umbri ed esigono gli stessi livelli qualitativi e quantitativi nella tutela della salute. Non vogliamo elemosina, né tantomeno essere presi in giro ed umiliati.

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